Da AudiMagazine

Un programma all’insegna di un incrollabile ottimismo. Una visione del mondo futuristica. Una forma mentis orientata al domani. Sono solo alcune delle idee che fervono tra le élite della Silicon Valley. Ed è proprio qui che ha sede la Singularity University. Fondata nel 2009, l'organizzazione è cresciuta diventando uno dei think tank più prestigiosi per la trasformazione digitale. Nel tempo, non solo ha saputo attirare in California centinaia di top manager, ma organizza conferenze da Berlino a Sydney per preparare l’umanità alle “grandi sfide” che l’attendono, incoraggiando i partecipanti a trovare risposte non convenzionali.

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La Singularity University mantiene una presenza globale grazie a ottantatré gruppi locali attualmente operativi in quarantotto paesi. “Entro il 2045 moltiplicheremo per un miliardo l’intelligenza collettiva della nostra civiltà, di persone e macchine. Sarà l’alba della singolarità tecnologica. Un futuro che sfida la nostra immaginazione”. Così ha, infatti, dichiarato Ray Kurzweil, direttore del reparto Ingegneria di Google, nel corso di un incontro con i partecipanti all’Executive Program della Singularity University.

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            Tecnologia e ottimismo: un binomio che fa bene all’umanità. Anche Carin Watson che, presso la SU si occupa di formazione e innovazione, ha illustrato con chiarezza la filosofia del progetto:

Restiamo sostanzialmente degli ottimisti, convinti che la tecnologia possa essere impiegata per il bene dell’umanità. Ecco perché vogliamo educare e ispirare le persone, mettendole in condizione di comprendere e usare le tecnologie esponenziali.
La Watson, in particolare, si riferisce a tecnologie come i microprocessori la cui potenza raddoppia virtualmente ogni anno. Dal suo punto di vista, la società deve rimboccarsi le maniche se vuole essere pronta a un futuro in cui si è sempre e ovunque connessi e in cui praticamente ogni domanda, comprese le diagnosi mediche più complesse, potrà trovare risposta in una densa rete di sensori e dispositivi intelligenti.

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            Un futuro di abbondanza. Un futuro in cui la tecnologia permetta all'uomo di non conoscere la privazione è un tema caro anche a Peter Diamandis, co-fondatore con Kurzweil del movimento di Singularity. La sua visione positiva si basa sulle tecnologie esponenziali: innovazioni che non crescono in modo lineare o incrementale, ma a balzi giganti. “Il mondo sta cambiando molto più in fretta di quanto immaginiamo”, afferma, a questo proposito. “Se penso in modo lineare e faccio trenta passi, uno dopo l'altro, posso percorrere trenta passi, o trenta metri. Se invece faccio trenta passi esponenziali, raddoppiando la distanza a ogni passo, avrò percorso un milione di chilometri o girato attorno al mondo ventisei volte”. Questa differenza chiede a tutti noi di ripensare radicalmente la nostra idea di velocità e portata del cambiamento. Per le imprese può significare la spesso citata “disruption”, una vera rivoluzione, o addirittura la scomparsa dei modelli di business tradizionali, dal trionfo della fotografia digitale alle nuove modalità di trasporto a portata di app. “Per il pianeta, afferma ancora Diamandis, le tecnologie esponenziali, dalla produzione basata sulla robotica fino alla terapia genica, sono un’opportunità enorme per debellare la povertà per miliardi di persone, dando loro accesso ad acqua potabile e cure sanitarie efficaci.”

            Cosa succede quando pensiamo al cambiamento esponenziale? Il CEO della SU, Rob Nail, conosce la risposta per esperienza personale e la spiega così: “Vogliamo contrastare l’approccio dei media, tetro e scoraggiato, con qualcosa di positivo. Se vogliamo vivere in un mondo senza bisogni, nei prossimi trent'anni governi e politici, grandi imprese e startup, università, fondazioni e inventori avranno molto da fare. Il nostro obiettivo è riunire tutti questi gruppi in modo che possano pensare oltre i confini delle loro attività quotidiane, sviluppare idee non convenzionali e metterle in pratica con partnership insolite”. Negli ultimi nove anni, questa missione di dare forma al futuro in modo attivo si è trasformata in un movimento globale. L'epicentro si trova presso il NASA Research Park, nell’ex aeroporto civile-militare noto come Moffett Field, a sud di San Francisco. La SU ha preso in affitto tre edifici accanto allo storico hangar dei Marine trasformandoli in uffici amministrativi, un centro congressi e un incubatore per startup da tutto il mondo. Ogni paio di mesi, un centinaio di leader provenienti da ogni angolo del pianeta sono invitati a partecipare all’Executive Program in California e, per una settimana, assorbono e discutono dell’ampio ventaglio di idee possibili per far fronte al cambiamento imminente. “È un'opportunità unica di porre domande sulle tecnologie esponenziali e percepire l'incredibile spirito innovativo della Silicon Valley,” afferma Tobias Regenfuß, a capo dei Servizi Cloud e Infrastrutture di Accenture a Monaco e che ha preso parte all'ultimo Executive Program. Analogamente, per Pinar Emirdag, fisica turca, la componente più coinvolgente è una visione fresca del mondo che porterà nel suo lavoro come responsabile di un piccolo gruppo di innovazione alla State Street Bank di Londra.

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            Progetti e collaborazioni di ampio respiro. Per accelerare la trasformazione in tutti i settori, Singularity ha iniziato di recente a supportare diversi progetti e intraprendere collaborazioni importanti. Dai finanziamenti a startup promettenti dal Kenya alla California al lavoro con il Google Lunar X-Prize lanciato dalla X-Prize Foundation di Peter Diamandis: fondamentale per il progetto Mission to the Moon di PTScientists di Berlino. Audi è partner del gruppo e supporta lo sviluppo del rover lunare Audi Lunar Quattro. Il Gruppo Volkswagen ha partecipato per due anni all’Innovation Partnership Program della Singularity University, il cui obiettivo è stabilire uno stretto contatto fra le imprese Fortune 500 e i pionieri della Silicon Valley.