di Michela Ceravolo

 

Se sei un agricoltore che vive nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, molto probabilmente sei anche una delle oltre due miliardi di persone al mondo che vive con circa due dollari al giorno. Questo significa che con tutta probabilità non puoi ottenere un prestito dalla banca, ma sei obbligato ad affidarti agli usurai per procurare i soldi da investire nella tua attività. Cosa che comunque non assicura un ricco raccolto. Ora, se sei uno di questi agricoltori, a cosa potrà mai servirti un’app?

Ricultè una piattaforma digitale, collegata appunto a un’app, che vuole interrompere questo circolo vizioso. L’intuizione è venuta a Aukrit Unahalekhaka e Usman Javaid, co-founder e CEO di Ricult, che hanno trovato il modo difornire agli agricoltori più poveri gli strumenti per ottimizzare i propri raccolti e autosostenersi. Con loro altri due cofondatori, Jonathan Stoller e Gabriel Torres, provenienti dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), si sono occupati della parte tecnica. Alla base di tutto, l’idea che la tecnologia mobile possa ridurre le disuguaglianze e trasformare il settore agricolo, anche in un mondo dove l’innovazione sembra essere lontana anni luce. 

La piattaforma dà la possibilità agli agricoltori di ottenere non solo il credito di cui hanno bisogno, ma anche gli strumenti giusti per sviluppare la propria attività agricola: sementi, fertilizzanti, tecnologie per le previsioni del tempo e canali preferenziali per connettersi con i possibili acquirenti. Dà diritto, inoltre, a consulenze personalizzate per massimizzare i raccolti, grazie alla coltivazione di colture basate su test del suolo. Gli utenti possono utilizzare la piattaforma di Riculttramite un'app su uno smartphone o un messaggio SMS. Oppure, se non possiedono un telefono, ma ne hanno accesso, possono ricevere informazioni tramite una chiamata vocale.

Per registrarsi al servizio, Ricultrichiede agli utenti di accedere alle geocoordinate della loro fattoria. In questo modo può prevedere il rendimento di un agricoltore e fornire alle banche una garanzia alternativa ai punteggi di credito. Una volta che la domanda di credito dell'agricoltore è stata approvata, esperti agricoli indipendenti - spesso professori delle università locali che collaborano con il progetto - visitano la fattoria e conducono test sul terreno. Ricult può così stilare un elenco di prodotti che deriveranno dai terreni di ciascun agricoltore e inserirli nel mercato digitale associato alla piattaforma. 

L’utilizzo di questa tecnologia digitale è stato in grado di creare un nuovo ecosistema agricolo perfettamente funzionante e autosufficiente. I dati parlano da soli: oggi Ricult lavora con quasi 10.000 agricoltori, per la maggior parte provenienti da Thailandia e Pakistan, le terre di origine dei cofondatori. L’obiettivo è arrivare a più di 100.000 utenti entro la fine del 2019. 

I servizi di Riculthanno incrementato i raccolti in media del 50%, mentre i profitti degli agricoltori sono aumentati dal 30 al 40%. La compagnia sta pianificando una grande campagna di marketing e ha già ricevuto richieste di espansione in diversi paesi dell'Asia meridionale.

La buona notizia, però, è un’altra: Ricult ha dato la possibilità agli agricoltori di essere autosufficienti e di garantire istruzione e assistenza sanitaria a tutta la famiglia.