di Michela Ceravolo

 

Il cane è il migliore amico dell’uomo. Questo lo sappiamo. Ma è anche il migliore in assoluto? Sembrerebbe di no. Lo rivela lo studio dello psicologo Stephen Lea dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, che ha voluto approfondire le capacità intellettive dei cani paragonandole a quelle di altri animali. Perché se è vero che - come molti padroni sostengono - al cane manca solo la parola, chi ha detto che non si possa interagire anche con i piccioni?

Lo studio di Lea non vuole certo sminuire il caro Fido, ma anzi evitare di caricarlo di aspettative esagerate, per migliorare ancora di più il suo rapporto con l’uomo. D’altronde ammettere le capacità intellettuali di altri animali potrebbe aiutare a includerli di più nella nostra vita quotidiana e a trarne ulteriori vantaggi. 

Il cane, dobbiamo rendergli merito, è piuttosto intelligente: comprende fino a 250 parole, interpreta le emozioni umane ed è persino in grado di escogitare trucchetti per ottenere uno spuntino. La sua intelligenza, però, non è eccezionale: è solo stata celebrata, nella storia, molto più di quella di gatti, cavalli o maiali. 

Insieme a Britta Osthaus, esperta di cognizione animale presso la Christ Church University di Canterbury, Lea ha esaminato più di 300 articoli sull'intelligenza dei cani e una miriade di altri animali, concentrandosi in particolare su cani, gatti, iene, scimpanzé, cavalli, delfini e piccioni. Tutti animali che hanno in comune con il cane almeno un aspetto: essere carnivoro, cacciatore e/o addomesticato. Gli animali sono stati testati in base a cognizione sensoriale, fisica, spaziale, sociale e sull'auto-consapevolezza; molte specie si sono dimostrate più reattive del cane. In particolare, secondo i due studiosi, delfini e scimpanzé sono più bravi nell’imitazione motoria, i procioni fanno meglio sulla risoluzione di problemi di logica. Gli scimpanzé hanno maggiori probabilità di riuscire in prove di inganno o empatia. I piccioni possono essere migliori nel riconoscere gli schemi e hanno sicuramente migliori capacità di navigazione.

Tuttavia c’è un primato che continua a mantenere il cane: tra gli animali che sono sia carnivori, che cacciatori che addomesticati è quello che riesce a risolvere meglio i problemi in cui incappa. Ed è anche la specie più studiata da sempre, tanto che la letteratura sulle sue capacità intellettive è veramente molto ampia. Stanley Coren, nel suo libro L’Intelligenza dei Cani, ha classificato le razze di cani dal più al meno intelligente e ha creato dei test di comportamento da fare sull’animale con tanto di punteggio finale e consigli per migliorare le sue abilità. Mentre un’altra ricerca pubblicata su Animal Cognition, eseguita dai ricercatori dell'Università di Salford (Regno Unito), si pronuncia sull’antica disputa che vede cani e gatti contrapposti. In questo caso vincono i primi, perché dotati di più neuroni: circa 530 milioni, contro i 250 milioni dei gatti (per intenderci: un cervello umano vanta circa 16 miliardi di neuroni corticali).

Lo studio di Lea e Osthaus ha però un altro scopo: ridimensionare il ruolo sociale dei nostri amici a quattro zampe e trattare il cane come tale. E’ un animale e non dobbiamo aspettarci troppo, ma dobbiamo essere in grado di capire i suoi bisogni nel momento in cui ci relazioniamo con lui. Proprio per continuare a chiamare il caro Fido “il miglior amico dell’uomo”.