di Simone Cosimi

Capire quali programmi tv avranno successo prima che vadano in onda. Predire la nuova “big thing” del piccolo schermo – ma magari anche del cinema, perché no – grazie a una piattaforma di tracciamento neurale che sfrutta soluzioni di intelligenza artificiale per elaborare i dati così raccolti. Questa l’ambiziosa promessa di una società, Immersion Neuroscience, che ha appunto lanciato una versione iniziale di una simile piattaforma solo lo scorso marzo. L’obiettivo è valutare il livello di coinvolgimento degli spettatori nei contenuti video – per questo si parlava anche di cinema – e nelle esperienze dal vivo attraverso un piccolo dispositivo indossabile che viene fissato sull’avambraccio. Oltre all’ingrediente segreto: l’algoritmo battezzato Immersion Quotient.

A quanto pare la piattaforma – sviluppata nel corso di 12 anni di lavoro – funziona. E anche bene. Lo scorso 6 novembre la compagnia ha pubblicato un’indagine nella quale sostiene di essere in grado di stabilire se un determinato prodotto, per esempio una serie televisiva, si trasformerà o meno in un successo. Qualcosa di simile, per il cinema, si era visto con ScriptBook, un sistema che però partiva e ruotava esclusivamente intorno alla sceneggiatura di un lungometraggio. Adesso, secondo Immersion Neuroscience, i soli dati neurologici possono aiutarci a cogliere correttamente il destino di una serie nell’84% dei casi.

Anche le modalità dell’indagine sono state, a loro modo, originali. La società ha chiesto alla Dorsey Pictures, una casa di produzione statunitense, di scegliere 25 titoli da testare in modo retroattivo. In pratica, la richiesta è stata quella di selezionare un gruppo di show di grande successo e un altro gruppo di flop, tutto in base ai dati di gradimento ottenuti dai network televisivi e dalla società di analisi e ricerca Nielsen, coinvolta in gran parte del mondo in indagini di questo genere. Dopodiché 84 partecipanti fra i 25 e i 58 anni hanno guardato la prima puntata di 25 diversi titoli in ordine casuale. Si trattava, giusto per la cronaca, prevalentemente di reality show. Durante la visione i volontari erano collegati a un neurosensore in grado di misurare il loro coinvolgimento nello show. Una valutazione effettuata tenendo conto di diversi parametri come il battito cardiaco e i livelli di ossitocina (l’ormone dell’amore e della socialità). Il gruppo ha poi utilizzato i dati delle reazioni dei partecipanti, interpretati tramite l’Immersion Quotient, per partorire le proprie previsioni rispetto al futuro percorso di quel titolo. Come si diceva, quasi 9 volte su dieci il sistema ci ha azzeccato.

“L’immersione e il coinvolgimento costituiscono la risposta emotiva inconscia che il nostro cervello non ha la capacità di comprendere in modo accurato – ha spiegato Paul Zak, ceo e cofondatore del gruppo – tutti quelli con cui abbiamo parlato nei più importanti studi di produzione ha realizzato che le persone non sono in grado di valutare in maniera precisa il proprio stato”. Ecco che i big data, e gli algoritmi utilizzati per leggerli, possono invece fornire questa chiave di lettura. E, in questo caso, aiutare i produttori a capire cosa lanciare e cosa invece sarebbe meglio fare fuori. Con tutti i rischi del caso, s’intende, ma tenendo pur sempre presente che il 65% dei nuovi titoli televisivi viene cancellato dopo la prima stagione, volatilizzando investimenti milionari (per esempio anche quelli dei conglomerati televisivi, per esempio per focus group e sondaggi), sparigliando le aspettative del pubblico e scompaginando i calendari di produzione.

L’aspetto interessante, che conferma in effetti la scarsa capacità di individuare le proprie sensazioni, è che anche i partecipanti hanno dato una loro lettura delle cose, cioè una loro previsione sul fatto se avrebbero o meno seguito un certo show e se questo avrebbe avuto successo. Bene, ci hanno preso solo nel 17% dei casi, contro l’84% già visto. Un risultato tanto stupefacente da convincere il capo della stessa Dorsey Pictures, Chris Dorsey, a stringere un accordo con Immersion Neuroscience: “Possiamo essere più efficienti? Possiamo approfondire la ricerca? – si è chiesto l’ad della casa di produzione su Fast Companyvogliamo aiutare i network a vincere. Ci sono un sacco di manager che non sanno cosa possa aiutarli a raggiungere questo obiettivo”.

Ma come potrebbero essere sfruttati al meglio i sistemi di Immersion Neuroscience? Per esempio, per testare le puntate pilota e, al contempo, sfruttare i dati neurologici sia per convincere le reti a produrre, acquistare e programmare un certo show così come a cancellarlo. “I network spendono un sacco di tempo nel cercare di creare concept vincenti quando in realtà non vanno da nessuna parte. Noi ora possiamo dire loro: ecco quelli che funzionano e quelli che non andranno” ha aggiunto Dorsey.

Non solo. La tecnologia potrebbe tornare particolarmente utile per ragionamenti e indagini ancora più specifici. Per esempio, per identificare quali personaggi o scene incontrino più efficacemente i gusti del pubblico oppure scovando i momenti di minore presa, per modificare la sceneggiatura in chiave più avvincente o comunque coinvolgente.

Ovviamente l’indagine di Immersion Neuroscience – pure finanziata da una sussidiaria della Darpa, la Narrative Networks – è interna, dunque non validata peer to peer, ma ha scelto di pubblicare per intero metodologia e modello statistico. I programmi su cui i volontari si sono misurati sono in gran parte reality show, anche se Zak si dice convinto che funzionerebbe in qualsiasi altro caso. Non è un caso che, a quanto pare, i colloqui con altri studi hollywoodiani siano già in corso.

Certezza, sicurezza e successo o inquietudine? La reazione di una top manager del settore, racconta il fondatore della società, sembra accavallare queste sensazioni. Anche perché il futuro degli show potrebbe cambiare alla radice. Basterebbero a questo punto brevi minipilota da 5 o 10 minuti da testare a livello neurologico per capire il coinvolgimento degli spettatori. Che questo possa condurre a show di migliore qualità, resta tutto da vedere.