di Valeria Montebello

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature ha analizzato il rischio di inondazione in migliaia di città di tutto il mondo. Le inondazioni, in aumento a causa dei cambiamenti climatici, possono devastare intere aree urbane, per questo le città hanno bisogno di nuove strategie in grado di gestire l'afflusso di acqua piovana. Un team interdisciplinare di ingegneri e urbanisti del MIT ha sviluppato una soluzione lavorando su spazi verdi ingegnerizzati in grado di catturare e purificare l'acqua: zone umide e stagni polifunzionali che integrino perfettamente il controllo e la pulizia dell'acqua con benefici ecologici e ricreativi. Il loro studio è racchiuso in un rapporto che si chiama "Linee guida progettuali per le zone umide delle acque piovane urbane" che si basano su esperimenti fisici condotti nel Laboratorio di Meccanica dei Fluidi Ambientali del MIT e recentemente pubblicati sulla rivista Ecological Engineering. “L'obiettivo del nostro studio è quello di aiutare le città a mitigare i propri problemi di fronte a climi in rapida evoluzione, grandi tempeste e una mancanza di soluzioni economicamente fattibili”, afferma Alan M. Berger, codirettore del MIT Norman B. Leventhal Center for Advanced Urbanism (LCAU). Berger ed i suoi collaboratori hanno già accolto sindaci e amministratori di alcune città per confrontarsi su come implementare e applicare i loro progetti alle zone interessate.

Per sviluppare le linee guida i ricercatori hanno testato più di 30 diversi progetti di sistemi per zone umide. Hanno monitorato la circolazione dell'acqua attraverso modelli scolpiti per determinare quale topografia fosse più efficace nel rallentare l'acqua piovana e distribuire uniformemente il suo flusso, al fine di consentire al meglio i processi naturali che purificano l'acqua dalle sostanze inquinanti. 

I progetti, che presentano una serie di isole cluster, sono modulari e scalabili, in modo che possano essere adattati alle esigenze e alle risorse delle diverse aree urbane. Il lavoro è stato sviluppato su due casi specifici, quelli di Houston e Los Angeles, per garantire l'adattabilità delle linee guida a diversi tipi di suolo e clima. “Abbiamo scelto L.A. e Houston perché sono entrambe grandi città calde, in rapida crescita, per lo più suburbane, con buone prospettive di spazi verdi”, afferma la ricercatrice principale e autrice Celina Balderas Guzmán. “Inoltre, una è molto secca e l'altra molto umida. Volevamo mostrare l'adattabilità del nostro design a diverse condizioni”. Le linee guida combinano competenze ingegneristiche, urbanistiche e di architettura del paesaggio per progettare uno spazio verde versatile. Oltre a gestire l'acqua piovana, la zona umida o il laghetto, ipotizzano zone verdi per le città, spazi ricreativi per la comunità e preziosi habitat naturali. Includono percorsi ludici che collegano i gruppi di isole con le strade della città. Le isole più grandi possono contenere spazi per eventi, mentre le pianure alluvionali accanto alla zona umida possono essere utilizzate come campi sportivi, aree pic-nic o parchi giochi. Le isole forniscono molteplici zone di habitat ecologico, dalle zone montane asciutte alle acque più profonde. I design multiuso hanno inoltre un vantaggio politico: possono aiutare le città a ottenere l'approvazione pubblica per implementare le zone umide delle acque piovane, che hanno spesso dimostrato di essere progetti impegnativi per il sostegno dei residenti locali.

L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare la popolazione rispetto a degli interventi necessari sia per la sopravvivenza delle città e dei suoi abitanti che per il benessere dell’ambiente stesso.