di Giulio Lepri

 

Può sembrare un paradosso ma il Robat è il primo robot che per vedere il mondo ha bisogno di sentirlo.

Alla Tel Aviv University, l’ex studente israeliano Itamar Eliakin ha costruito una macchina semovente per la scansione ambientale, che sfrutta il caratteristico sonar dei pipistrelli per orientarsi e mappare ciò che lo circonda. Ad aiutare il giovane nella riuscita del progetto anche il Professor Yossi Yovel, del Dipartimento di Zoologia di Tel Aviv e il Dottor Gabor Kosa, della Scuola di Ingegneria Meccanica sempre della TAU.

Il Robat, termine che nasce dalla fusione di «robot» e «bat», pipistrello in inglese, emette ultrasuoni per orientarsi e, a seconda del ritorno, riesce a quantificare e descrivere l’ambiente intorno a sé proprio come i celebri mammiferi.

Il robot non va confuso con il Bat Bot, creato da un gruppo di ricercatori dell'Università dell’Illinois a Urbana-Champaign e del California Institute of Technology a Pasadena. Quest’ultimo, infatti, ha l’obiettivo di imitare il volo dei pipistrelli, unico in tutto l’universo animale per capacità di coordinamento, traiettorie e mobilità delle ali, ma non sfrutta nessun’altra caratteristica dei chirotteri.

Robat, pur avendo una struttura fisica che ricorda quella del robottino Wall-E, il celebre protagonista del film prodotto dalla Pixar – ovvero un corpo cubiforme montato su un carrellino a quattro ruote motrici –, è molto più simile ai pipistrelli per il loro modo di “ragionare”, ma soprattutto di orientarsi.

Il sistema di tracciamento geografico sonar permette di eludere le difficoltà dovute alla scarsa illuminazione o alla presenza di ostacoli visivi: Robat è in grado di capire se un ostacolo sul suo cammino è impedente o meno, distinguendo, per esempio, un cespuglio da un muro.

Un sistema simile può trovare riscontri utili nel campo della micromappatura, piuttosto che nella ricostruzione di aree su vasta scala - per cui sono più indicati i sistemi satellitari come Google Maps. Facile ipotizzare che integrazioni future vadano ad aggiungersi a tecnologie già esistenti, ad esempio per facilitare la guida senza conducente o per i robot aspirapolvere domestici, che potrebbero così memorizzare la posizione dei mobili e degli oggetti oltre alla planimetria delle stanze.

Anche un utilizzo in campo militare non sarebbe da escludere. I sistemi SLAMC (Simultaneous Localization Mapping and Classification) finora utilizzati dagli eserciti, si basavano tutti su sistemi di tipo visivo - riprese a infrarossi, sistemi di rilevamento del calore, satelliti, droni: un sistema sonar potrebbe tornare utile per i gruppi di fanteria. Non sono trascurabili neanche le applicazioni in archeologia e speleologia: immaginate quanto sarebbe stato più facile per l’egittologo Reeves scoprire la camera segreta del faraone Tutankamon se solo avesse potuto unire al proprio ingegno le capacità di scansione territoriale di questa innovazione!

“Il nostro Robat, afferma Eliakin, è il primo biorobot simil-pipistrello completamente autonomo in grado di muoversi in nuovi ambienti mentre li mappa, sfruttando unicamente un sistema di informazione basato sull’eco”.

Robat emette gli ultrasuoni tramite un altoparlante che simula la bocca, sfruttando le stesse frequenze tipicamente usate dai pipistrelli, per poi ricevere i suoni in due microfoni che simulano le orecchie.

A termine del primo esperimento pubblico, Eliakin ha mostrato tutto il suo entusiasmo: ”Abbiamo dimostrato il grande potenziale dell’utilizzo del sonoro nel futuro delle applicazioni robotiche”.

È ancora presto, però, per un passaggio all’utilizzo di queste tecnologie su larga scala: per adesso il Robat richiede uno stop di 30 secondi ogni mezzo metro circa (1,6 piedi) per ricevere l’eco. Il primo passo, intanto, è stato fatto.