di Cecilia Meis

 

Tra i tre e i quattro mesi, i neonati sono in grado di cogliere differenze tra le immagini che un adulto non noterebbe mai, ma  superati i cinque perdono questa capacità, afferma Susana Martinez-Conde – neuroscienziata del Downstate Medical Center - su Scientific America. Il motivo per cui gli adulti, o anche solo i bimbi di otto mesi, non hanno questo potere è che nel tempo il nostro cervello impara quali sono le differenze che vale la pena notare.

I neonati sono più sensibili verso quelle che sembrano dissonanze irrilevanti, come, ad esempio, le condizioni di luce. “Noi impariamo a ignorare certi tipi di differenze in modo da poter riconoscere lo stesso oggetto come invariato anche in diverse ambientazioni,” scrive Martinez-Conde.

A Tokyo, alcuni ricercatori hanno esplorato questa capacità dei neonati prendendo in esame 42 soggetti tra i tre e gli otto mesi. Dato che non sapevano ancora parlare, i ricercatori hanno annotato la loro percezione delle immagini basandosi sull’intervallo di tempo in cui i bambini si soffermavano a fissarle. Ricerche precedenti, infatti, hanno mostrato che quando un neonato vede qualcosa di nuovo lo osserva più a lungo, mentre gli oggetti con cui è già familiare meritano solo un’occhiata fugace.

Questo parametro ha dimostrato che i neonati di tre e quattro mesi notavano le differenze di intensità dei pixel ed erano meno colpiti dalla visione effettiva dell’immagine, ma quando l’età dei bambini si spostava tra i sette e gli otto mesi, la loro visione diventava più simile a quella degli adulti che non riescono più a vedere la differenza tra i pixel.

Gli scienziati chiamano questo tipo di cambiamento “restringimento percettivo”, che non è altro che un normale passaggio dello sviluppo del cervello e della nostra capacità visiva.

La perdita di sensibilità, tuttavia, non è da rimpiangere. Ignorare una differenza relativamente inutile è un modo che hanno gli esseri umani di “accordare la propria percezione all’ambiente circostante, permettendo loro di muoversi al suo interno in modo efficiente e soddisfacente,” conclude Martinez-Conde.

In altre parole, i neonati potranno vedere cose che gli adulti non vedono, ma gli adulti possono comprendere pienamente quello che effettivamente incontra il loro sguardo.