di Iacopo Barison

 

I ricercatori ne sono convinti: aprire un libro migliora le nostre funzioni cerebrali, riduce lo stress e addirittura contribuisce a renderci più empatici. Ora, però, un team guidato da Joanna Sikora, dell'Università Nazionale australiana, ha allargato il campo e sta esaminando i vantaggi di crescere in una casa piena di libri. 

Lo studio, pubblicato di recente su Social Science Research, ha raccolto i dati di 160 mila adulti provenienti da 31 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Turchia, Giappone e Cile. I partecipanti hanno dovuto compilare un sondaggio, che misurava le loro competenze in tre categorie: alfabetizzazione, calcolo (utilizzando la matematica nella vita quotidiana) e comunicazione delle informazioni. Agli intervistati, di età compresa tra 25 e 65 anni, è stato chiesto di stimare quanti libri fossero presenti in casa loro quando avevano 16 anni. Al gruppo di ricerca interessava questa risposta proprio perché avevano intuito che le biblioteche domestiche possono influenzare la crescita di un individuo. 

Il sondaggio, condotto fra il 2011 e il 2015, ha mostrato che il numero di libri presente in media nelle case degli intervistati è 112, ma quest’ultimo varia ampiamente da un paese all'altro. In Norvegia era 220, ad esempio; in Turchia, purtroppo, solo 27. In generale, comunque, si è notato che all’aumentare dei libri aumentavano anche le competenze nelle tre aree di valutazione.

Gli effetti erano più marcati quando si trattava della prima categoria: crescere con pochi libri in casa, infatti, significa avere un’alfabetizzazione inferiore alla media. Risultati simili anche per quanto riguarda il calcolo numerico, mentre gli effetti non erano così netti relativamente alle abilità comunicative, seppur migliorassero all’aumentare dei libri.

In conclusione, quali sono le implicazioni di questo nuovo studio? Sembra che crescere con molti libri in casa aiuti a ottenere, ad esempio, il diploma universitario più in fretta rispetto a chi è cresciuto con meno libri. “Ciò comporta un notevole vantaggio educativo”, scrivono i ricercatori, “poiché i bambini tendono a leggere per spirito di emulazione dei genitori. Non c’è alcun dubbio, i libri possono renderci persone migliori”.