di Chiara Calpini

 

Mai sottovalutare i ghiaccioli: anche i più umili tra i gelati possono nascondere un intero mondo di ricerca, innovazione e storie avvincenti. È certamente questo il caso del primo ghiacciolo al mondo che non si scioglie - o almeno lo fa molto più lentamente rispetto a quelli ordinari, presentato dallo studio inglese di food design Bompas & Parr e ispirato a un’invenzione di oltre 70 anni fa.

Amanti da sempre dell’eccesso e dell’effetto sorpresa, Sam Bompas e Harry Parr si fanno chiamare “jellymongers”, come i venditori di dolciumi al mercato, ma sono tra le star più giovani (entrambi hanno appena 30 anni) e brillanti della food art internazionale. Con passione e divertimento i due cuochi-artisti-scienziati esplorano le innumerevoli alterazioni del cibo con un approccio sinestetico. “La nostra missione è stupire con esperienze gastronomiche che permettano a tutti di interagire e raccontare una storia agli amici», racconta Sam Bompas. Nel 2008 hanno esordito al London Festival of Architecture offrendo gelatine al cucchiaio che riproducevano l’aeroporto di Madrid-Barajas, il Millennium Bridge o la Cattedrale di Saint Paul. Tra le altre invenzioni il “Walk-in cocktail”, un pop-up store dove il gin tonic vaporizzato poteva essere assorbito attraverso la bocca, il naso e gli occhi, o il cornetto gelato fosforescente, creato appositamente per essere gustato nel buio di una sala cinematografica.

L’ultima creazione è un altro gelato: il ghiacciolo di lunga durata che, secondo i suoi inventori, è stato concepito tenendo presenti le temperature crescenti causate dal riscaldamento globale e la necessità in futuro di trovare dei cibi rinfrescanti anche nel caldo più intenso e prolungato. La realizzazione ha richiesto oltre un anno di ricerca per essere perfezionata e ha coinvolto numerosi esperti di fisica e di chimica. “Più che in una ricetta normale”, racconta Sam Bompas, “era cruciale bilanciare gli ingredienti per raggiungere il punto d’incontro perfetto di sapore, profumo e consistenza”. Esposto alle stesse temperature, il prototipo può durare molto a più lungo - addirittura ore - dei suoi predecessori. Il segreto è costituito dalle fibre di frutta incorporate al suo interno che abbassano la conduttività termica e ritardano lo scioglimento.

A ispirare il ghiacciolo del futuro è stata una storia del passato. Durante la ricerca, infatti, Bompas e Parr si sono imbattuti nella curiosa vicenda del “pykrete” e del suo inventore, lo scienziato britannico Geoffrey Pyke. Il pykrete è un materiale composto da segatura di legno (o da altri materiali fibrosi come la carta di giornale) mischiata al ghiaccio, che, rispetto a quest’ultimo, presenta qualità insolite: si scioglie molto più lentamente ed è molto più resistente. Queste proprietà fisiche possono rendere il materiale, purché costantemente congelato, paragonabile al calcestruzzo (da qui il nome che è una crasi tra il cognome dell’inventore e concrete, il calcestruzzo in inglese). Secondo Pyke era il materiale perfetto - rivoluzionario ed economico - per costruire gigantesche portaerei galleggianti durante la Seconda guerra mondiale, risparmiando sull’acciaio, già utilizzato in grande quantità per altre opere belliche. Riuscì a convincere della sua idea l’ammiraglio della flotta Lord Mountbatten che, con l’approvazione di Winston Churchill, diede il via al fantasmagorico progetto Habakkuk: la costruzione e la sperimentazione sul lago Alberta in Canada di un’enorme isola fluttuante di pykrete dove potevano atterrare gli aerei militari. Ma per svariate difficoltà tecniche collegate all’instabilità del materiale il progetto sforò ben presto il budget e fu abbandonato. Tuttavia oggi, quando ormai il pykrete era stato dimenticato o tutt’al più relegato nel mondo delle curiosità, la sua idea ha fornito la giusta ispirazione per la creazione del super ghiacciolo. Il team di food designer ha infatti capito che si potevano utilizzare fibre commestibili di frutta per creare lo stesso effetto isolante del legno insieme a diversi “ingredienti segreti”. Il gusto è del tutto simile ai ghiaccioli che conosciamo anche se la consistenza è leggermente più gommosa proprio a causa dell’alta presenza di fibre. Bompas e Parr sperano di distribuirlo presto nei supermercati: forse già la prossima estate potremmo alleviare il caldo torrido con un ghiacciolo magico in mano.