di Chiara Calpini

Al mondo esistono edifici inconfondibili ed esistono stili architettonici inconfondibili. Perché non mischiare un po’ le carte? È stato questo il divertissement architettonico che ha trasformato completamente alcuni edifici storici proiettando chi li guarda in un curioso viaggio spazio temporale o, meglio, in una dimensione parallela. Con questo restyling il famoso sito di viaggi Expedia, insieme all’agenzia NeoMam Studios, ha voluto giocare a spiazzare i viaggiatori photoshoppando l’aspetto di alcune tra le attrazioni turistiche più visitate. L’operazione, a volte irriverente, non è che un’ipotesi ma solleticando l’immaginazione produce un risultato sorprendente: permette di guardare al nostro mondo con altri occhi e di riflettere sulla grandiosità dei landmark che l’uomo ha costruito.
E Se Buckingham Palace barattasse la sua imponenza per linee più leggere? Residenza reale ufficiale dal 1837 sotto la Regina Vittoria, The Palace, come lo chiamano i britannici, è un edificio gigantesco che copre una superficie di 77mila mq. con 775 stanze, di cui 78 bagni. Il cambio della guardia è una delle maggiori attrazioni di Londra. La nuova veste architettonica prescelta è quella del Bauhaus, lo stile nato all’inizio degli anni ‘20 in Germania e caratterizzato da linee asciutte e funzionali. Il rifacimento minimale e geometrico sembra donare una nuova leggerezza al Palazzo di Westminster ma le grandi e trasparenti vetrate potrebbero non essere il massimo per la privacy della Regina.
La casa sulla cascata progettata alla fine degli anni ‘30 dall’archistar Frank LLoyd Wright ha reso la Pennsylvania, e il ruscello Bear Run immerso nel bosco, una delle mete più amate dagli amanti dell’architettura e non solo. Dalla sua apertura nel 1964 è stata visitata da più di 5 milioni di persone. È considerata il capolavoro dello stile organico la cui aspirazione è quella di ricercare un’integrazione armonica e equilibrata tra l’uomo e il suo habitat. La nuova versione cala Fallingwater nell’antica Grecia trasformando i suoi elementi distintivi secondo lo stile classico. Le colonne simmetriche in marmo spiccano nella vegetazione e sorreggono statue di uomini che dominano il paesaggio.
C’è un edificio che è talmente iconico da resistere a tutte le trasformazioni: l’Opera House di Sydney. Nato dal progetto dell’architetto danese Jorn Utzon e inaugurato nel 1973 il Teatro dell’Opera australiano con il suo innovativo e post-moderno ventaglio di gusci rimane se stesso anche dopo la rivisitazione in stile Tudor. Gli archi, finestre e modanature sporgenti tipici delle costruzioni di rappresentanza durante la dinastia Tudor (1485-1603) sembrano poco più che un merletto ornamentale su quella che rimane l’opera che più di tutte caratterizza non solo Sydney ma l’Australia intera.
Solo nel 2016 ha ricevuto 7,6 milioni di visitatori, per questo il Louvre è uno dei musei più celebri al mondo. Nato come una fortezza nel medioevo e poi residenza reale, il museo parigino ha aperto i suoi battenti nel 1973. Il restyling, compresa la piramide aggiunta nel 1989, lo trasforma in un complesso di vigorosi blocchi squadrati di cemento a vista, secondo i dettami del brutalismo, forse una delle scuole architettoniche meno seducenti.
E poi ci sono le torri che da sempre rappresentano una delle più suggestive impronte umane sul pianeta. Già nell’antico Egitto gli obelischi venivano eretti per rendere onore ad un dio, a un personaggio o evento importante e in questo modo si è voluta rivisitare la CN Tower di Toronto. Con i suoi 533 metri è stata la costruzione autoportante più alta al mondo fino al 2007 ma il restyling non cambia poi di molto il risultato, testimoniando forse una certa continuità con gli intenti degli antichi egizi. Uno stile architettonico votato all’altezza era senz’altro quello gotico medievale. Facile allora immaginare secondo questa scuola le torri gemelle Petronas che contraddistinguono lo skyline di Kuala Lumpur in Malesia. Terminate nel 1998 mantennero il record di altezza fino al 2004 quando vennero superate dal grattacielo Taipei 101 costruito a Taiwan. Dal 2008 la costruzione umana più alta al mondo è la Burj Khalifa di Dubai che svetta per ben 828 metri. Realizzata nello stile neo futurista da oggi potremmo immaginare la sua inarrivabile altezza in una sfarzosa rilettura barocca.
Le grandi opere architettoniche caratterizzano le città con uno specifico DNA, potremmo chiamarlo così, codificato al loro interno che rende il paesaggio familiare ai cittadini e sorprendente ai viaggiatori. Ecologia, tecnologia e stile sono tra le molecole che si legano diversamente nell’ordine della disposizione. Una piccola modifica sequenziale, proprio come sembra indicare l’esperimento leggero di Expedia, può aprire una porta verso mondi possibili (e ancora inesplorati).