di Valeria Montebello

 

Se ci fosse una specie di materiale flessibile ed elastico da avvolgere attorno a qualsiasi oggetto e trasformarlo in un robot? Sembra il gadget di un supereroe o una magia da film di fantascienza, invece un team di ricercatori lo ha sviluppato. Si chiama OmniSkins ed è costituito da una combinazione di materiali elastici incorporati con sensori e attuatori in grado di conferire movimento a un oggetto inanimato. Il team, guidato dalla robotista Rebecca Kramer-Bottiglio della Yale University, ha applicato queste “pellicole” a una vasta gamma di materiali, dalla schiuma (l'hanno avvolta e fatta muovere come un verme) alle t-shirt. La progettista, infatti, mostra come il materiale possa essere utilizzato in varie maniere: per trasformare le braccia in un artiglio robotico in grado di afferrare gli oggetti, ma anche per costruire oggetti indipendenti o per l'abbigliamento. Nei test è stato utilizzato su un grosso peluche gigante a forma di cavallo: la pelle robotica lo ha fatto camminare.

“La natura riconfigurabile e riprogrammabile delle skin robotiche è molto interessante”, afferma Conor Walsh dell'Università di Harvard. “L'idea che possiamo avere un foglio morbido e flessibile, avvolgerlo attorno a qualsiasi superficie, far sì che possa effettuare dei movimenti e spostarlo nel modo desiderato, ha un grande potenziale”. Ovviamente questo tipo di rivestimento dovrebbe essere applicato su un oggetto flessibile: su un oggetto troppo rigido non avrà alcun tipo di efficacia. Kramer-Bottiglio ha avuto l'idea di OmniSkins durante un progetto su sollecitazione della NASA per creare una robotica utile nello spazio. Quando si inviano robot in cielo, bisogna cercare di renderli il più piccoli e leggeri possibile, e questo le ha fatto pensare - se potessimo ridurre il numero di robot inviandone solo pochi da riconfigurare grazie alla pelle robotica? Le robot skin, poiché sono modulari (come il Lego), possono essere applicate, rimosse e trasferite su vari oggetti, in modo da poter utilizzare lo stesso hardware più volte per generare diverse configurazioni con molte funzioni. Possono quindi essere combinate, separate e ri-combinate su diversi modelli. I futuri astronauti potrebbero addirittura costruire rapidamente un robot nello spazio, attaccare una telecamera su di esso e mandare il robot in esplorazione in luoghi angusti o pericolosi.

Le applicazioni nello spazio sono molteplici, ma i ricercatori si sono divertiti a esplorare altri usi. Hanno inserito sei triangoli sul retro di una maglietta e li hanno programmati per spingere l'utente nel caso di postura della schiena errata, per correggere la posizione.

“Sono davvero entusiasta di vedere cosa le altre persone faranno con le pelli robotiche”, afferma Kramer-Bottiglio. “Le possibilità sono infinite”.