di Luca Lamberti

 

Alzate gli occhi al cielo e lasciate andare la fantasia. Il Dipartimento di Magnetismo Terrestre della Carnegie Institution - un centro di ricerca a Washington D.C. fondato nel 1904 con l’obiettivo di supportare spedizioni scientifiche e mappare il campo magnetico terrestre - ha appena annunciato la scoperta di un pianeta minore estremamente distante dal Sole. Attualmente si tratta del secondo oggetto conosciuto più lontano nel nostro Sistema Solare.

Oggi, il campus del Dipartimento di Magnetismo Terrestre della Carnegie ospita scienziati planetari di tutte le discipline, tra cui Scott Sheppard, che studia i corpi celesti nell’area del sistema solare esterno, il più lontano finora conosciuto.

Il nuovo oggetto planetario è ufficialmente chiamato TG387 2015. Il team scientifico di Sheppard ha scoperto che è dotato di un corpo di roccia e ghiaccio – è già stato soprannominato "The Goblin" – e si trova attualmente a circa 80 unità astronomiche (AU) dal Sole, ovvero circa il doppio della distanza media di Plutone dal Sole stesso. The Goblin, tuttavia, viaggia su un'orbita molto allungata che lo porta alle estreme distanze del nostro Sistema Solare, arrivando fino a 2.300 AU durante i suoi 40 mila anni di viaggio intorno al Sole.

Oltre a The Goblin, esistono già altri due pianeti minori nelle aree esterne del Sistema Solare - Sedna e VP113 – lontanissimi dall’orbita dei pianeti maggiori noti e dunque immuni alla loro influenza gravitazionale. Ciò che conta non sono le loro caratteristiche strutturali tutto sommato trascurabili, ma piuttosto il fatto che questi tre oggetti, presi insieme, iniziano a produrre un'immagine avvincente di questo regno così distante.

Sheppard insiste su un punto: “Osservando Sedna e VP113 è evidente che si trovino nella stessa porzione di cielo e abbiano movimenti orbitali similari: tutto ciò lascia pensare che ci sia un pianeta più grande ancora più distante che dobbiamo ancora scoprire”. Questo pianeta ipotetico è da tempo al centro di massicce ricerche da parte di astrofisici di tutto il mondo ed è già stato soprannominato il Pianeta 9 o Pianeta X.

"L’esistenza di questo pianeta non è stata ancora provata, ma secondo i miei modelli predittivi, al 99,84% esiste davvero", afferma Konstantin Batygin, astrofisico planetario e professore al California Institute of Technology. Secondo Batygin c’è meno dell'1% di probabilità che i raggruppamenti di questi pianeti minori come – The Goblin, Sedna e VP113 – possa avvenire casualmente.

Ovviamente Sheppard e la comunità scientifica hanno intensificato gli sforzi per scorgere il Pianeta X, consci del fatto che dovrebbe trovarsi lontanissimo da noi, a circa 1.000 UA dal Sole, e, viste le orbite dei pianeti minori che gli ruotano attorno, il suo diametro dovrebbe essere doppio, se non addirittura quadruplo, rispetto alla quello terrestre. Sarebbe una scoperta decisamente affascinante, ma più di questo, ad oggi, non possiamo affermare senza timore di smentita. Come detto, alziamo gli occhi al cielo e aspettiamo che presto gli scienziati ci dicano in che direzione si trova il Pianeta X. Intanto possiamo solo affidarci all’immaginazione dei sognatori.