di Francesco Musolino

 

Quanti mondi ci sono là fuori, nascosti fra le stelle, nell’immensità dell’universo, invisibili ai nostri occhi? Secondo una stima della NASA, sarebbero almeno 20 mila. Tutti da scoprire, catalogare, classificare e possibilmente esplorare. Con questo maestoso obiettivo in mente, l’agenzia spaziale statunitense è pronta a mandare in orbita TESS (ovvero Transiting Exoplanet Survey Satellite), un telescopio speciale ideato da SpaceX (la compagnia di proprietà del multimiliardario Elon Musk), progettato proprio per andare a caccia di mondi alieni fuori dal sistema solare, stimando che almeno 500 di questi siano affini alla tipologia terrestre.

 

Considerato l’erede del telescopio spaziale Kepler, Tess verrà lanciato nello spazio dalla base di Cape Canaveral con l’obiettivo di censire La Via Lattea e mappare tutti i possibili pianeti che potrebbero, presto o tardi, candidarsi ad ospitare una colonia terrestre. Per far ciò, Tess sarà operativo per almeno due anni, valutando circa 200 mila formazioni stellari. Si tratta di un tipo di iniziativa all’avanguardia, la prima missione Nasa lanciata con il Falcon9 di SpaceX, per un costo totale che supera i 200 milioni di dollari.

 

Per espletare la sua pionieristica missione, Tess dovrà seguire un’orbita ellittica inedita, oscillando il più possibile lontano dalla Terra alla ricerca di pianeti sconosciuti; tanto che per completare ciascuna orbita impiegherà la bellezza di quattordici giorni, portandosi a circa 300 anni luce di distanza dai tanti astri ancora ignoti.

 

Gli scienziati ancora oggi dibattono sulla quantità di pianeti potenzialmente abitabili nella Via Lattea, in cui sarà legittimamente possibile sperare di trovare l’acqua e, con essa, condizioni climatiche temperate per far sbocciare la vita.


Sarà vero o sono solo speranze? Intanto riponiamo le nostre speranze in Tess e nel professor Bill Chaplin, docente di astrofisica dell'Università di Birmingham. Toccherà a lui elaborare i dati per osservare come le stelle si contraggono e si espandono quando le onde sismiche si propagano attraverso di esse. Così facendo sapremo la massa e l’età dei pianeti individuati da Tess, e presto potremo contare su altri strumenti ancora più potenti, fra cui il James Webb Space Telescope in programma per il 2020, sperando di riuscire anche a valutare la massa e la composizione dei gas che forma l’atmosfera di tutti questi pianeti ancora sconosciuti e tremendamente affascinanti. Nel 2028 l'Agenzia spaziale europea ha in programma di lanciare Ariel che punterà su un sistema ad infrarossi con rilevamento a distanza, per studiare le atmosfere di 1.000 pianeti extrasolari di dimensioni comprese tra Giove e non molto più grandi della Terra. Non ci resta che attendere.