di Antonio Esposito

 

Si è tenuto in Australia, dall’8 al 15 ottobre, il World Solar Challenge 2017, una corsa biennale istituita nel 1987 per sperimentare e promuovere energie alternative rispetto a quelle convenzionali. Il WSC riguarda proprio quelle auto elettriche o ibride che da qualche anno si stanno imponendo nel mercato mondiale.

Sono state 41 le autovetture in gara, divise nella categoria “challenger” e in quella “cruiser”; hanno dovuto affrontare un percorso di 3.000 chilometri con partenza a Darwin e arrivo nel cuore dell’Australia, a Adelaide.

Tra i veicoli aerodinamici a slittamento singolo che hanno gareggiato per la classe “challenger” ha vinto un’auto olandese, Nuna 9, che ha concluso il percorso con una velocità media di 81.2 km/h.

A destare particolare stupore, però, è l’esito degli sfidanti nella classe “cruiser”, le cui vetture impiegano l’alta tecnologia nella guida quotidiana e, dunque, mostrano gli scenari possibili in relazione alle automobili di cui ci serviamo tutti i giorni.

Qui ha vinto la squadra tedesca HS Bochum, con una elegante coupé classica a quattro posti costruita con materiali sostenibili, come i sedili in pelle di ananas.

Ma a essere incoronata campione generale è un’autovettura di un’altra squadra olandese, la Eindhoven, che a detta degli organizzatori è riuscita a trovare una sintesi ideale tra progettazione, praticità, efficienza energetica e innovazione. Per emulare l’utilizzo quotidiano, l’auto della famiglia Stella Vie ha gareggiato con a bordo ben cinque passeggeri raggiungendo una velocità media di 69 km/h. Potrebbe essere questa il prototipo dell’auto del futuro.

Nella classe “cruiser”, invece, fra tutte le 12 auto partecipanti solo la metà ha raggiunto il traguardo.

Le squadre che hanno completato la gara provengono da Australia, Hong Kong, Taiwan e Stati Uniti.

Una nota di merito per lo sviluppo avanguardista dei veicoli, che si deve a università e corporazioni, col fine comune di sfruttare l’energia sostenibile proveniente dal sole o dalle forze cinetiche.