Fabrizio Longo e Norbert Niederkofler. L'amministratore delegato di Audi Italia e lo chef tristellato dell’Alta Badia. Il mondo dell'automotive e quello dell'alta cucina. Due realtà apparentemente diverse, distanti, difficilmente conciliabili, e che tuttavia si incontrano e si incrociano creando nuovo valore. Perché a fare la differenza, a costruire ponti e relazioni sono, come sempre, le persone.

Sulla carta, Longo e Niederkofler collaborano soprattutto perché Audi Italia sponsorizza “Care’s – the ethical Chef Days”, l’evento creato dallo Chef di San Cassiano per promuovere una cucina etica che sappia rispettare l’ambiente, le persone la tradizione, e che attrae partecipanti da tutto il mondo. Nella realtà, ad avvicinarli sono anche e soprattutto l’amore per la montagna, il rispetto per un territorio unico come le Dolomiti e la visione comune del futuro. Quello in cui la presenza dell’uomo sarà meno invadente e dannosa per l’ambiente.

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Il loro rapporto, la loro partnership, in qualche modo ricorda quello che si instaura tra due alpinisti quando sono in cordata, quando insieme affrontano un ripido pendio condividendo tre cose fondamentali: lo slancio verso la vetta, la fatica della scalata e la corda che li unisce in un comune destino, a sostenersi uno con l’altro.

Niederkofler parla di cucina e materie prime, da scegliere in base a ciò che la natura offre quando lo offre, senza violentarla con colture aggressive e su larga scala. Longo parla di mobilità sostenibile, di auto elettriche che silenziose e prive di emissioni solcheranno le strade fino a scalare anche i passi delle Dolomiti, forse le montagne più belle del mondo. Insieme i due lavorano per promuovere un’etica e un rispetto del territorio che non sono più rimandabili. E’ la loro scalata.

«Con la mia cucina io non voglio arrivare a recuperare gli sprechi. Voglio riuscire ad evitarli fin dall’inizio».
Norbert Niederkofler va diretto al punto, definendo il senso di un progetto che porta avanti da molti anni e che gli è valso la terza stella Michelin per il suo ristorante St Hubertus di San Cassiano, in Alta Badia.
«La via per la mobilità elettrica e sostenibile è segnata, il percorso è irreversibile, e dobbiamo essere veloci nell’adattarci al cambiamento fino a cavalcarlo, indirizzarlo, trarne il massimo valore possibile»
gli fa eco Fabrizio Longo. Entrambi concordano nel riconoscere che non può più essere la natura che si adatta agli esseri umani, ma sono gli esseri umani che devono tornare ad adattarsi alla natura.

Intanto imparando a rispettarla: «La natura ha delle regole che devono essere riconosciute e seguite, così come bisogna rispettare i contadini e la loro storia - spiega lo Chef tristellato - per esempio evitando le monoculture e le serre, lavorando solo sulle materie prime disponibili al momento, pianificandone la produzione e l’utilizzo insieme a chi lavora la terra, con mesi e a volte anni di anticipo». Prendendo, insomma, quello che la terra ha da dare quando può darlo, anche perché “lei sa cosa ti serve in ogni stagione”, suggerisce Niederkofler con un tocco di misticismo.

«Dobbiamo dimenticare l’automobile e le sue prestazioni, che pure sono il focus di ogni nostro sforzo industriale - rivela in controtendenza Fabrizio Longo - e ricordare che essa è al centro di un sistema complesso molto più ampio e in trasformazione. Che il motore elettrico e la guida autonoma cambieranno il nostro modo di viaggiare preservando gli essere umani e l’ambiente, ma anche che, per far si che tutto questo accada davvero, serve la collaborazione di tutti». Di chi le macchine le produce, di chi deve rifornirle d’energia, delle istituzioni che governano il territorio e le infrastrutture e, ovviamente, delle persone, che devono conoscere e fare proprio il cambiamento in atto e viverlo, non subirlo passivamente.

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Certo, la scalata è ancora lunga e la parete è ripida. Ma per due scalatori determinati come Longo e Niederkofler questo non sembra essere un problema: dal canto suo, lo chef tristellato ha alzato notevolmente l’asticella approfittando dell’edizione di Care’s dello scorso gennaio per lanciare, insieme con l’altro co-fondatore Paolo Ferretti, la parola d’ordine “NoWaste”, e l’idea di portare anche le grandi aziende del food a produrre zero rifiuti.

Allo stesso modo l’AD di Audi Italia ha definito la portata della sfida di cui si fa carico la sua azienda: il primo modello completamente elettrico in debutto nel prossimo autunno, l’elettrificazione di 20 modelli entro i prossimi sette anni e un investimento a “largo spettro”, con Audi che resta neutrale dal punto di vista tecnologico e per questo continua a investire su tutte le soluzioni possibili, lasciando che poi sia il mercato a decidere quale debba prevalere.

Insomma, la cordata è appena cominciata, ma entrambi gli scalatori sembrano pronti a conquistare una cima che, a ben vedere, ci riguarda tutti.

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