Chi lo ha detto che università e imprese «non comunicano»? A volte succede. E il collante fra le due sono analisi del linguaggio naturale e machine learning. Università degli studi di Torino e l’Unione industriale del capoluogo piemontese hanno dato il via al primo master in Artificial Intelligence: un programma rivolto a 15 candidati, da assumere con contratto di apprendistato. Il programma, della durata di due anni, è rivolto a laureati magistrali sotto ai 30 anni d’età, in uscita dai dipartimenti di informatica, ingegneria, fisica, matematica ed economia. Il piano didattico degli studenti prevede 400 ore di lezione a cura di professori universitari ed esperti del mondo dell’industria, integrate da 800 ore di tirocinio da svolgere in azienda. Le lezioni teoriche saranno impartite al dipartimento di Informatica dell’Università degli studi di Torino e ruoteranno intorno a discipline come tecnologie per la comprensione del linguaggio, analisi dei dati, deep learning e modellazione concettuale. Senza dimenticare una frontiera che si annuncia sempre più calda: le questioni etiche connesse all’applicazione dell’artificial intelligence, dagli impatti sul lavoro alla robotizzazione di compiti sensibili, ad esempio nelle medicina.