di Sarah Spinazzola

 

Sono stati finalmente svelati i nomi dei vincitori del “New Plastics Economy Innovation Prize”, un premio complessivo di due milioni di dollari messi in palio dalla Fondazione Ellen MacArthur e dalla Prince of Wales’ International Sustainability Unit. L’obiettivo? Migliorare i livelli di riciclo della plastica e ridurre l’inquinamento che si riversa a tonnellate negli oceani. Secondo un rapporto Unep solo nel mar Mediterraneo arrivano ogni giorno 731 tonnellate di rifiuti di plastica, una concentrazione perfino superiore a quella dell’oceano Pacifico. Una quantità enorme che per la fauna marina sta diventando una seria minaccia. Emblema di questa emergenza sono le particelle di plastica ingerite dai pesci successivamente consumati dall’uomo. Infatti, secondo la Fondazione Ellen MacArthur che ha lanciato l’iniziativa, “Solo il 14% degli imballaggi in plastica nel mondo è attualmente riciclabile”, e aggiunge, “Se il riciclo non migliora, nel 2050 negli oceani del mondo potrebbe esserci più plastica che pesci”.

Veniamo dunque alle tre categorie e ai loro vincitori per la sezione del premio “Circular Design challenge”: una vera sfida verso lo sviluppo di prodotti che non generino rifiuti di plastica.

“Categoria 1”: Ripensare la spesa nei negozi di alimentari. MIWA, Repubblica Ceca, ha ideato un’app che permette di ordinare la quantità esatta di cibo di cui si ha bisogno, consegnati poi in confezioni riutilizzabili. Algramo è un’impresa sociale cilena, offre prodotti in piccole quantità in contenitori riutilizzabili attraverso una rete di oltre mille negozi di alimentari.

“Categoria 2”: Ridisegnare le bustine di plastica monodose. L’indonesiana Evoware, ha ridisegnato confezioni di cibo e bustine (che includono caffè istantaneo o aromatizzanti per tagliatelle) realizzati in un materiale a base di alghe che possono essere sciolti e mangiati. Invece Delta, dal Regno Unito, offre una tecnologia che consente ai ristoranti di servire salse in bustine commestibili e compostabili. 

“Categoria 3”: Reinventare le tazzine di caffè monouso e i loro coperchi. CupClub, con sede nel Regno Unito, introduce un servizio di abbonamento di tazza riutilizzabile. Mentre la TrioCup dagli Stati Uniti offre una tazza di carta usa e getta realizzata con tecnica origami che elimina il coperchio in plastica. Il team ha scelto un materiale compostabile al 100% e sta lavorando a un’alternativa del tutto riciclabile.

A partire dal 2018 i vincitori si uniranno a un programma di dodici mesi in collaborazione con “Think Beyond Plastic”, dove lavoreranno con mentori e consulenti esperti dell’industria delle materie plastiche e della comunità degli investitori, per perfezionare i loro prototipi di design e farli diventare soluzioni di mercato.