di Valerio Millefoglie

 

Era il marzo del 2011 e l’architetto Carlo Ratti mostrava alla platea di una TED conference il poster di un’auto di Formula 1, dicendo che ogni ragazzo in Italia ne aveva uno appeso alla parete. Poi, spiegava al pubblico: “Negli ultimi venti anni se si voleva vincere una gara di Formula 1 ci volevano un buon budget e un buon pilota. Se il pilota e la macchina erano bravi, si vinceva. Ai giorni nostri ci vuole qualcuno che tenga sotto controllo le macchine”. E a questo punto mostrava la foto di una sala di controllo di Formula 1, tecnici e informatici davanti agli schermi che monitorano una gara. “Le auto – continuava a raccontare Ratti – oggi sono dotate di migliaia di sensori con i quali raccolgono informazioni e le trasmettono al sistema che, a sua volta, le processa e le rimanda alla macchina per prendere le decisioni. In ingegneria questo processo si chiama controllo in tempo reale. Viviamo in città fatte di reti ed elettronica, siamo in un computer a cielo aperto”. Infine, mostrava il Mosè di Michelangelo concludendo “Il sogno dello scultore era di far parlare una statua. Oggi il nostro ambiente, le cose inanimate, cominciano a risponderci”. Con le risposte, si costruiscono futuri. Così oggi la Carlo Ratti Associati, in collaborazione con l’ANAS, l’Azienda Nazionale Autonoma Stradale, sta progettano un sistema di Smart Road alimentata da impianti fotovoltaici, del costo di 30 milioni di Euro e della lunghezza di oltre 2.500 chilometri. In questo percorso una serie di droni, di “pali volanti” e di hotspot wi-fi “in motion”, ovvero capaci di permettere una continuità del segnale ai veicoli in movimento, metteranno in dialogo le automobili fra di loro e con una torre di controllo generale. Saranno sentinelle che avranno l’obiettivo della sicurezza stradale, la tutela e il comfort dell’automobilista. “

Attenzione, code in aumento fra 5 km. Si consiglia la prossima uscita su strada statale 18”, potrebbe essere questa una delle informazioni autostradali personalizzate. Su misura per ciascun singolo conducente. Allo stesso modo, due auto che si scontrano, inviano in diretta informazioni utili per un soccorso tempestivo e specifico, mentre i droni potranno essere utilizzati per l’invio di medicinali e attrezzature di primo pronto soccorso. Ogni 500 metri i sensori dell’infrastruttura leggera posta nel percorso, rileveranno le principali variabili ambientali, come l‘inquinamento atmosferico, l’umidità o la velocità del vento. Stazioni meteorologiche precise e stazioni dove fermarsi e ricaricare il proprio veicolo elettrico. “Stiamo vivendo un momento di cambiamenti epocali nel campo della mobilità – ha dichiarato Carlo Ratti – Internet ha radicalmente trasformato il modo in cui ci muoviamo e come pensiamo le nostre strade. Con questo progetto miriamo a sovrapporre un livello digitale all’infrastruttura fisica esistente della nostra rete stradale, per raccogliere dati migliori sulle nostre autostrade. Il prossimo passo sarà quello di raggruppare questi dati con le informazioni già raccolte dalle singole auto, in uno scenario “Internet-of-Roads” che ci renderà pronti per l’altra svolta rivoluzionaria che è probabile che accada nel prossimo decennio, ovvero l’arrivo di veicoli a guida autonoma”. Saverio Panata, capo progetto della Carlo Ratti Associati, aggiunge che “Per gli sviluppi futuri della mobilità, non abbiamo necessariamente bisogno di più infrastrutture, ma di un'infrastruttura migliore. La raccolta dei dati è fondamentale per raggiungere l'obiettivo di una maggiore efficienza stradale”. Il primo piano di autostrada coinvolta è la Salerno-Reggio Calabria, a seguire GRA e la Roma-Fiumicino, per poi pensare all’intero circuito nazionale. E viene in mente un’altra storia di innovazione, risalente al 21 settembre 1924 quando venne inaugurata la prima autostrada al mondo, la Milano-Laghi, allora presentata come “una nuova strada riservata esclusivamente al traffico a motore”. Prendendo sempre la strada del passato, tornano in mente le parole del poeta e scrittore Guido Ceronetti, che ha scritto: “Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra”. I panorami immaginati e previsti dalla Smart Highway magari trasformeranno le autostrade in un vero teatro.