L'equivalente di 100 milioni di dollari Usa in intelligenza artificiale e data science per trasformarsi in una «smart nation». È l'investimento annunciato da Singapore, la ricca città-stato del Sud-est asiatico, all'interno di un programma ministeriale di sviluppo. La cifra sarà spalmata in cinque anni su un'iniziativa chiamata AI.SG, nata dalla partnership tra sei agenzie governative e mirata a tre obiettivi: intervenire sulle macro-questioni economiche e politiche, intercettare i cambiamenti  dela «onda di innovazione tecnologiche» e favorire la crescita della Ai e la sua adozione da parte delle aziende. Non tutti, però, hanno reagito con entusiasmo. Nella sanità, uno dei settori che dovrebbe beneficiare di più del piano, sono emerse le resistenze di medici e personale tecnico. I professionisti sono scettici sull'opportunità di affidarsi a tecnologie ancora pionieristiche per decisioni così delicate, soprattutto se si parla di emergenze. Secondo il governo singaporiano, l'Ai potrebbe garantire ritorni notevoli in creazione dei farmaci, medicina di precisione e gestione delle cartelle cliniche. Si tratterà “solo” di convincere anche i diretti interessati: dottori e, soprattutto, pazienti.