Investimenti finanziari, polizze, dispute in tribunale, acquisti via e-commerce. Ormai gli algoritmi, i calcoli matematici alla base dell'automazione, si sono diffusi ovunque. Tecnicamente si parla di un insieme di istruzioni che conducono a un risultato predefinito, con tempi impensabili per l'intelligenza umana. Ma nel concreto come si applicano (e quanto servono) nella realtà di un'azienda? Carlo Vercellis, responsabile scientifico dell’Osservatorio Big data analytics&Business intelligence del Politecnico di Milano, spiega che gli algoritmi possono svelare chiavi interpretative "nascoste" attraverso l'analisi di un'enorme mole di dati. «Gli algoritmi scovano correlazioni che l'occhio umano non può cogliere - dice Vercellis - Così si possono trovare nuovi fattori esplicativi e fare previsioni sul futuro». Un esempio classico è quello dell'e-commerce: gli algoritmi studiano il flusso di utenti in una certa fase della giornata o della settimana, stabilendo il target medio del cliente e quando sarà meglio inviare annunci pubblicitari. In prospettiva, però, l'analisi potrebbe farsi anche più raffinata.  Con rischi annessi sul fronte della privacy: siamo disposti a essere inquadrati e analizzati, sempre più a fondo, da un software?