Una tecnologia di machine learning (i sistemi di apprendimento automatico) brevettata da Google, il gigante dei motori di ricerca, ha consentito di scoprire un pianeta in un sistema solare diverso dal nostro. Come? Attraverso l’analisi di informazioni trasmesse dal telescopio spaziale Kepler, capace di “osservare” i pianeti con l’analisi delle loro variazioni luminose. Il pianeta, ribattezzato Kepler-90i, orbita intorno alla stella Kepler-90 a circa 2.500 anni luce da noi e compie un giro completo ogni 14,4 giorni terrestri. Come si è arrivati al risultato finale, capace di superare le ricerche della stessa Nasa? Il sistema di intelligenza artificiale ha incamerato e “metabolizzato” l’ampissimo set di dati messo a disposizione da            Kepler sui pianti scoperti dalla Nasa, imparando in automatico a trovarne di nuovi. L’agenzia spaziale americana utilizza già sistemi automatici per velocizzare le ricerche, ma i software non si sono sempre rivelati all’altezza della mole di dati scaricati sulla propria memoria. Ora la tecnologia di Ai targata Google potrebbe permettere la scoperta di nuovi pianeti, rielaborando le informazioni raccolte dal campione di oltre 150mila stelle nel “cannocchiale” di Kepler.