di Iacopo Barison

Chi si sta avvicinando alla pensione ed è in cerca di aiuto, forse potrebbe chiederlo a un robot. La tecnologia, specialmente l’intelligenza artificiale (AI), sta diventando una valida risorsa per affrontare la vecchiaia al meglio. L’AI, d’altronde, è già stata implementata in campi come la finanza o la medicina. Ora, in alcuni casi, viene persino utilizzata per attività più leggere, di intrattenimento, per garantire alle persone anziane di avere qualcuno che li accudisca e gli tenga compagnia.

Quest'ultima tendenza è iniziata in Giappone, dove alcune residenze per anziani utilizzano da qualche tempo "Paro”, un robot terapeutico simile a una foca, con un’espressione dolce e circa 100 sensori che gli consentono di reagire quando viene toccato, oltre che alla luce e ai suoni.

Paro è progettato per interagire con gli utenti nel momento in cui viene stimolato. Il Financial Times riporta che, ad oggi, circa 5.000 esemplari di Paro sono utilizzati in più di 30 paesi, e i primi studi dimostrano che il robot ha un'influenza positiva sulla qualità della vita delle persone affette da demenza senile.

Ma non finisce qui, perché c’è anche la sua versione evoluta, l’upgrade di nome Palro, una macchina simile a R2-D2 sviluppata da Fujisoft. Il Palro, alto 40 centimetri, è progettato per stimolare le funzioni cerebrali, giocando d’astuzia e proponendo dei quiz ai suoi compagni umani.

Il Giappone sembra essere particolarmente avanzato nel settore dell’AI perché la sua popolazione sta invecchiando rapidamente. Circa il 25% dei giapponesi, attualmente, ha più di 65 anni, e il Ministero della Salute dice che entro il 2025 ci sarà una carenza di circa 380.000 assistenti per anziani.

Una ricerca, inoltre, suggerisce che i giapponesi stanno ampliando sempre di più la sfera di competenze del proprio robo-aiuto. Oltre ai rompicapi e alla semplice compagnia, fra una chiacchierata e l’altra, gli chiedono aiuto anche per la consulenza e la gestione finanziaria, a cui lui sembra rispondere con buonsenso.

Nei paesi occidentali, come gli Stati Uniti, sembra esserci invece una certa resistenza nel delegare alcuni compiti ai robot: un sondaggio del 2014 del Pew Research Center ha rilevato che il 65% degli intervistati statunitensi pensa che l'uso dei robot come assistenti per anziani sarebbe "un cambiamento in peggio."