di Gianluigi Ricuperati

Cos'è per lei una rivista, e come dev'essere?

Come spiega nella sua poesia Style Charles Bukowsky, credo che lo stile sia tutto, soprattutto quando si parla di moda, uno degli ambiti che da editore ho esplorato con molta attenzione. Lo stile non è una tendenza, ma un punto di vista dove tutto comincia e finisce. Non basta averlo, bisogna brandirlo come una torcia. Quando più di vent’anni fa ho fondato Dazed and Confused volevo dare voce a qualsiasi cosa che non ne trovasse sui media ufficiali, in modo trasversale e multidisciplinare. Mi piace definirmi un osservatore umile delle cose. Due anni fa, con la pubblicazione del numero speciale di AnOther magazine, ad esempio, ho voluto cogliere la straordinaria evoluzione tecnologica per realizzare una piccola rivoluzione. Una copertina digitale.

Da cosa ha tratto ispirazione?

Quando ero un ragazzino mi capitò fra le mani una copia del National Geografic edizione speciale per il centesimo anniversario che aveva in copertina un ologramma del globo terrestre in 3d. Mentre lo rigiravo fra le mani ricordo che questo gesto mi portò dentro la rivista, e la lessi tutta, con un trasporto mai provato fino da allora. Le riviste sono un po’ come scatole del tempo, raccontano una fetta specifica di un momento preciso che si può rintracciare e collocare cronologicamente, ma è più raro che diventino un mezzo di trasporto in un’altra realtà come fece quel numero speciale con ologramma in copertina. O come Interview che era in grado di portarmi dai sobborghi inglesi fino a New York, a spassarmela con Andy Warhol come se un enorme distanza non separasse la mia realtà dalla sua. Interview aveva questo potere.

Come arriviamo però a una copertina video?

L’idea di promuovere per una mia rivista una copertina video mi è venuta dalle retrospettive su Alexander McQueen. McQueen è stato il direttore editoriale della moda per Dazed and Confused, e ha lavorato anche per AnOther Magazine. Gli abbiamo quindi dedicato una copertina video digitale che cambia in tre versioni, una con una rassegna dei suoi lavori, poi il presente e infine il futuro con uno special outfit creato per Rihanna da Sarah Burton per McQueen. Trovare la tecnologia più adatta per il progetto è stato un incubo. Ho dovuto scartare moltissime idee per costi proibitivi, o perché poco pratici, ma sono soddisfatto del risultato finale. Un’edizione limitata e da collezione che costa 125 sterline, ma in un certo senso è proprio questo quello che volevo. Oltre a rappresentare una testimonianza dei tempi che viviamo, omaggiare un grande artista contemporaneo scomparso, è una pietra miliare ed al tempo stesso una finestra sul futuro, qualcosa che trasporta in un'altra dimensione, fra passato della stampa statica, con il suo presente in transizione e un destino quasi certamente segnato dalla digitalizzazione dei media.