di Roberta Vasta

Presto potremmo ricaricare i nostri smartphone in pochi secondi, grazie a una nuova tecnologia che potrebbe migliorare in maniera significativa i dispositivi di immagazzinamento dell’energia, noti come supercapacitatori.

Secondo quanto dichiarato dai ricercatori dell’Università di Waterloo, sarà possibile raddoppiare la quantità di energia elettrica che i dispositivi a ricarica rapida possono immagazzinare, aprendo così la strada a un futuro uso dei supercapacitatori in strumenti di ogni sorta: dagli smartphone ai laptop, dai veicoli elettrici ai laser ad alta potenza.

I supercapacitatori sono una promettente alternativa ecologica alle batterie tradizionali, con vantaggi quali una maggiore sicurezza ed affidabilità, in aggiunta a una velocità di ricarica infinitamente maggiore, ha dichiarato il Professor Michael Pope, a capo della ricerca.

Pope e i suoi colleghi hanno sviluppato un metodo per coprire atomicamente i sottili strati di un conduttore chiamato “grafene”, con un sale allo stato liquido negli elettrodi dei supercapacitatori.

Il sale liquido, da un lato, funge da spaziatore per separare le sottili lamine di grafene, ciò aumenta l’area di superficie esposta così da massimizzare la capacità di immagazzinamento di energia e, inoltre, porta alla riduzione delle dimensioni e del peso dei supercapacitatori.

“Questa è la parte bella: il design intelligente ed elegante”, ha asserito Pope.

L’innovazione utilizza anche un detergente che riduce la dimensione delle goccioline dell’olio fino a un nanometro, migliorando la loro azione coprente. Inoltre, il detergente funziona da Velcro per permettere alle gocce di attaccarsi al grafene.

Ciò significa che questi posso essere abbastanza piccoli e leggeri da sostituire le batterie di molti applicativi, in particolare quelli a ricarica e scaricamento rapido.

In breve, supercapacitatori migliori potrebbero sostituire le batterie al piombo acido nei veicoli tradizionali e potrebbero essere utilizzati per trattenere l’energia emessa da autobus e treni ad alta velocità, che altrimenti andrebbe persa alla frenata.

 “Se fossero commercializzati nelle modalità giuste e per le giuste applicazioni, potremmo cominciare a vederne sempre di più”, ha assicurato Pope.