di Iacopo Barison


Il legno non è soltanto un materiale convenzionale, come tutti saremmo portati a pensare, ma ha anche un grande potenziale di innovazione come componente high-tech e materia prima per la chimica. Questa è una delle conclusioni del programma di ricerca nazionale "Resource Wood" (NRP 66), che si avvicina alla sua conclusione dopo ben cinque anni. I ricercatori di NRP 66, infatti, sono riusciti a sviluppare nuovi metodi di costruzione dopo aver analizzato diverse foreste in Svizzera.

"L'analisi di una risorsa naturale come il legno richiede un approccio globale e integrativo", afferma Martin Riediker, presidente del comitato direttivo. "Siamo stati in grado di ottenere una panoramica della situazione e identificare numerosi metodi promettenti per migliorare lo sfruttamento del legno. L'innovazione giocherà un ruolo fondamentale in questo contesto ".

La chimica organica deve per forza fare i conti con il petrolio e il carbonio, le risorse fossili destinate a esaurirsi su cui si basa. La biomassa vegetale, dunque, è un'alternativa realistica, come hanno dimostrato diversi progetti di NRP 66. I gruppi di ricerca presso l'EPFL, l'ETH di Zurigo e l'Università di Scienze applicate della Svizzera nord-occidentale (FHNW) hanno sviluppato nuove procedure per trasformare i componenti principali del legno – cellulosa e lignina – in composti aromatici e altri prodotti intermedi molto importanti per l'industria chimica.

I risultati conseguiti da NRP 66 sono davvero notevoli. Michael Studer, dell'Università di Scienze Applicate di Berna, è riuscito a migliorare i processi di fermentazione del legno di faggio per la produzione di etanolo. La costruzione di un sito pilota nel Canton Giura è ora in discussione con un partner industriale e un fornitore di legname. François Maréchal di EPFL ha sviluppato invece uno strumento informatico per stabilire il miglior layout per una bio-raffineria. Basandosi su un modello numerico, Tilman Schildhauer dell'Istituto Paul Scherrer è stato in grado di ottimizzare la produzione di biogas.

“Per avere un futuro, il legno deve sapersi reinventare ", conclude Martin Riediker. "Sfruttare le foreste in modo corretto ha senso in termini di ecologia e biodiversità, in quanto può stabilizzare le emissioni di CO2 per decenni e diminuire l'effetto serra”.