di Valerio Millefoglie

 

“Il mio paese è il mondo e la mia religione è fare il bene”. Scriveva così Thomas Paine, che nel 1795 con il saggio La Giustizia Agraria fu il primo a ipotizzare una sorta di reddito universale di base. L’idea era partita per contrastare la povertà che dilagava in Francia, ma l’autore immaginava di estendere il reddito a tutti i cittadini del mondo. Paine, politico e intellettuale, oggi si trova raffigurato su un francobollo emesso negli Stati Uniti ed è una statua d’oro a Parigi. Alle 15:53 del 15 giugno 2017 il deputato democratico delle Hawaii Chris Lee ha scritto su Twitter: “Hawaii il primo stato a dichiarare che tutti hanno diritto a una sicurezza finanziaria di base; iniziamo a valutare il reddito universale di base”. Al tweet ha linkato la proposta di legge, che in titolare ha ricevuto 476 retweet e 674 like.

Fra i tanti commenti ce n’è uno che si focalizza sul problema, e che sta proprio alla base della proposta: l’utente Massive Prophet ha infatti scritto: “Nei prossimi venti anni i Robot prenderanno il tuo posto”. Alla base di questa proposta da parte di Chris Lee ci sono diverse ricerche che hanno dimostrato come lo Stato potrebbe iniziare ad automatizzare il lavoro in diversi settori; tra questi il trasporto, il cibo, le industrie mediche e soprattutto il turismo, che è tra le maggiori fonti di economia delle Hawaii. Secondo Lee, se l’evoluzione robotica toglierà lavoro alle famiglie del posto, è giusto che queste vengano ricompensate poiché le spiagge, i panorami, il mare che attirano i turisti sono anche loro patrimonio.

Tra i sostenitori del reddito base ci sono anche personaggi come Richard Branson, imprenditore e fondatore del Virgin Group, che a tal proposito ha scritto sul suo blog: "Nel mondo moderno tutti dovrebbero avere l'opportunità di lavorare e di prosperare. La maggior parte dei paesi può permettersi di assicurare a ogni cittadino le esigenze fondamentali”. Poi, parlando di un recente esperimento adottato dallo governo finlandese, che ha elargito a 2.000 disoccupati selezionati a caso una somma mensile di 560 euro, ha detto: “Quello che percepisco è il senso di autostima che può instillare il reddito di base nelle persone. La speranza è che politiche di questo tipo possano abituare le persone a lottare non solo per sopravvivere, ma anche per rimettersi in piedi, per avere una mente più imprenditoriale e creativa”.

Anche Elon Musk, fondatore di Tesla, tra le persone che stanno contribuendo a un mondo del lavoro robotico, è sulla stessa lunghezza d’onda. Oltre a dire che “il reddito di base sarà una cosa necessaria”, punta anche l’accento sul lato umano: “Se non ci sarà bisogno del tuo lavoro, quale sarà la tua ragione di vita? Ti sentirai inutile? Questo sarà un problema molto più difficile da affrontare”. Jane Kim, avvocato americano per i diritti civili e politici, e primo funzionario coreano-americano ad essere eletto a San Francisco, ha proposto di tassare i robot a livello statale. Il 9% dei posti di lavoro in America, circa 13 milioni, potrebbe diventare automatizzato. Per concludere, c’è da aggiungere che Thomas Paine, prima di finire sul francobollo e diventare una statua d’oro, morì in povertà. Chi scriverà oggi la Giustizia Robotica?