di Caterina Vasaturo

 

Sebbene l’emancipazione femminile, dopo anni e anni di estenuante lotta, abbia permesso alla donna di recuperare la propria dignità, ancora oggi molti Paesi del mondo tendono a essere dominati dall’uomo. Sono soprattutto le aree della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria, delle arti e della matematica a vedere protagonista la figura maschile. Ma è finalmente giunto il tempo di cambiare e di consentire al gentil sesso di conquistare lo spazio che merita. Ci provano gli esperti di Intel Corp. e di Google con il campo STEAM, organizzato da U.N.’s Girl Up, Intel e U.S. Department of State nel distretto di Thyolo, presso l’Università di Scienze e Tecnologie di Malawi.

L’evento, a cui sono presenti un centinaio di adolescenti provenienti da sette diversi Paesi - Ruanda, Uganda, Liberia, Tanzania, Zambia, Malawi e Stati Uniti - mira a istruire le giovani partecipanti e a fornire loro, nell’arco di due settimane, i principi base per lo sviluppo di applicazioni informatiche, tra cui quelle per cellulari. “La speranza è che queste ragazze possano proseguire gli studi e fare carriera nel settore”, dichiara l’istruttrice Lisa Mcintye, “abbandonando la sfiducia e la convinzione di non farcela”. Così, offrendo i giusti impulsi e le prime conoscenze, si costruiscono le fondamenta del sapere, aprendo un varco in un mondo ancora poco accessibile.

A fare da modello e a condividere le proprie esperienze con i campeggiatori sono stati invitati ospiti di un certo prestigio. Come l’ex astronauta americana Leland Melvin, il capitano Yolanda Kaunda e il pilota della Malawian Airlines Lusekelo Mwenifumbo: ciascuna di loro, pur ripercorrendo le difficoltà affrontate nel raggiungimento della propria autorevole posizione, è stata di grande stimolo e fonte d’ispirazione per le teenager. “Queste allieve, una volta tornate a casa, cambieranno le loro comunità”, sostiene con convinzione Bailey Leuschen, tra le autrici della campagna U.N. Girl Up: “Diffonderanno quanto appreso nelle scuole e in futuro saranno delle vere leader”. A dimostrazione che, lavorando sodo e riversando in ogni attività il giusto impegno, si arriva al traguardo prefissato, anche quando sembra lontano o inavvicinabile.