di Caterina Vasaturo

“Il mio naso ha molto fiuto, vale a dire è un fiutatoio”, vantava l’agente di pubblica sicurezza nel film Totò e Carolina. E il principe della risata De Curtis non si sbagliava per niente. Una recente scoperta ha, infatti, scavalcato i pregiudizi sull’inferiorità olfattiva dell’uomo, consentendo a questi di salire meritatamente sul podio del miglior odorato accanto a cani e roditori, i più potenti annusatori del regno animale.

Non siamo, dunque, come si è pensato per tanto tempo, meno capaci di altri mammiferi nel riconoscere e distinguere i profumi. Semplicemente siamo poco allenati, perché rileviamo maggiormente gli aromi più utili alla vita che conduciamo. Gli animali trasformano l’olfatto in uno strumento di sopravvivenza, l’uomo in un mezzo che suscita ricordi, forma percezioni e influenza inconsciamente il comportamento e la relazione con l’altro. Ma i sensi devono essere continuamente stimolati per funzionare alla perfezione, e come l’orecchio va allenato per distinguere i suoni, così il naso va educato ai profumi.

Esistono luoghi professionali in cui tenere in esercizio i neuroni del recettore olfattivo, spronandoli a entrare in contatto fisico con le fragranze. Ci si serve di tester, speciali strisce di carta. Ma non sempre le informazioni annusate, quando giungono al cervello, sono individuate nelle loro sfumature. Spesso si ha la sensazione di non cogliere alcun odore. In realtà non è questo che accade: ma il cervello, soprattutto quando si è stanchi o stressati, evita di rendere familiari gli aromi raccolti, dando vita a un apparente blackout olfattivo. Le classificazioni dei profumi risentono, inoltre, di un limitato vocabolario aromatico, che rende confuse le descrizioni e fa sì che sia piuttosto arduo distinguere gli aromi naturali da quelli sintetici. Per ovviare a queste difficoltà basta fare pratica. Viviamo in un mondo ricco di profumi. Prestate attenzione. Aspirate a piene narici. Cogliete l’odore dei fiori. Annusate l’aroma del caffè. E se fiutate qualcosa di bello, fermatevi a identificarne l’origine. Non avrete nulla da invidiare ai vostri amici a quattro zampe.