di Valerio Millefoglie

“Sono poco rispettoso e non ho peli sulla lingua”, “Ho dilapidato contemporaneamente la mia reputazione, il mio tempo e il mio denaro”. Nel 1521 Girolamo Cardano scriveva queste parole nel suo De vita propria. Oggi un altro libro racconta la vita di questo giocatore d’azzardo attaccabrighe: si intitola Wonderland: How Play Made the Modern World ed è un saggio di Steven Johnson che si basa su questo concetto: nelle epoche delle grandi scoperte, le innovazioni sono nate dal divertimento e dal tempo perso di alcuni. Molto dopo si è visto che quel tempo non era perso. Si devono infatti a Cardano - che fu anche medico, matematico, filosofo e astrologo - e al suo giocare a dadi, il concetto di probabilità e la sospensione cardanica, cioè il principio che permette il moto libero delle bussole nautiche. Nel paese delle meraviglie di Johnson ci sono esploratori, artisti, spettacoli di magia e personaggi spettacolari, divertiti innovatori.

Un libro nel cui titolo compare la parola “sbagliato”, ha la prima di copertina stampata sottosopra. Si tratta di But What If We’re Wrong? Thinking About the Present As If It Were the Past e l’ha scritto Chuck Klosterman, già columnist del New York Times. L’autore si chiede: E se stessimo sbagliando tutto? Siamo certi di aver compreso ogni cosa della forza di gravità? Fra cinquecento anni quale sarà esattamente la memoria storica del rock? Quali sono gli sport destinati all’estinzione? È possibile che il più grande artista contemporaneo sia attualmente sconosciuto? Chi sarà il Van Gogh di domani? Rispondono a queste domande una serie di personalità del mondo dell’arte, della cultura e della scienza, come George Saunders, David Byrne, Ryan Adams, Jonathan Lethem, Kathryn Schulz, Neil deGrasse Tyson.

Lo scrittore di viaggi Eric Weiner si è spostato nei luoghi e nel tempo con The Geography of Genius: A Search for the World’s Most Creative Places from Ancient Athens to Silicon Valley. Dalla Vienna del 1900 alla Firenze del Cinquecento, dall’antica Atene alla moderna Silicon Valley. La sua esplorazione si è focalizzata sulle persone che hanno abitato questi posti e queste epoche, raccontando così i momenti più importanti della storia dell’umanità e le menti più brillanti dell’umanità. Un’odissea dal taglio umoristico per capire come la geografia e l’ambiente ispirino l’ingegnosità.

Il 21 giugno del 2004 l’aviatore Mike Melvill diventa l’astronauta Mike Melvill. In ottanta secondi supera la velocità del suono a bordo dello SpaceShipOne, il primo volo spaziale della storia supportato con soli fondi privati. Peter Diamandis a otto anni osservava l’atterraggio dell’Apollo 11 sulla luna; anni dopo scopriva che il primo volo transatlantico fu effettuato da Charles Lindbergh per vincere un premio di 25mila dollari. Così, trova l’ispirazione per il suo volo “transterreno"; con il quale fra l’altro vince 10 milioni di dollari del premio Ansari X. Tutta la storia è raccontata dalla giornalista Julian Guthrie in How To Make a Spaceship: A Band of Renegades, an Epic Race, and the Birth of Private Space Flight.