di Gianmaria Raimo

Eolo e Nettuno: un'intesa inedita per la salvezza del pianeta. Gli dèi dell'antica Grecia erano continuamente in rotta l'uno con l'altro; qui invece il mare e il vento vanno di comune accordo per produrre energia alternativa e ridurre le emissioni inquinanti, l'effetto serra e il riscaldamento globale. La parola magica è: eolico marino, o eolico offshore. Si tratta di pale eoliche – piloni che reggono enormi eliche mosse dal vento, le quali attivano turbine volte alla produzione di energia – come quelle che si vedono nelle nostre campagne, ma piantate su piattaforme in mezzo al mare. Due i vantaggi principali: sul mare i venti soffiano molto più forte, e quindi si produce più energia; là fuori nessuno si lamenta di una scelta antiestetica, del paesaggio deturpato e della casa che perde valore. L'unico problema: i costi di costruzione sono molto più alti.

Qualche giorno fa i ministri dell'energia europei hanno firmato un'intesa programmatica con i capitani d'industria del settore, volta a creare le condizioni per una espansione sempre maggiore dell'eolico offshore tra il 2020 e il 2030. I principali paesi coinvolti nella produzione di questo tipo di energia rinnovabile sono Germania, Belgio e Danimarca, seguiti a ruota dal Regno Unito: tutte nazioni che affacciano sul mare del Nord. Ridurre le emissioni inquinanti causate dai combustibili fossili, da un lato; ridurre i costi di produzione di questa energia alternativa, dall'altro. L'Europa è regione leader nel settore, e sia i politici che i manager vogliono che lo rimanga. 100 euro per Mwh (mega watt ora) era l'obiettivo che ci si era posti per il 2020, e che è stato raggiunto prima del tempo.

Ma molto c'è ancora da fare: i governi hanno assicurato l'impegno per portare il settore ad essere pienamente competitivo entro il 2030. La strada è quella della cooperazione pubblico-privato per assicurare gli investimenti su specifici progetti, e anche collaborare nella costruzione di infrastrutture. L'obiettivo dei 60 GW, che l'industria intende raggiungere tra il 2020 e il 2030, è solo una piccola parte del potenziale dell'eolico offshore. Secondo recentissimi studi, il vento sul mare può arrivare a generare tra il 2600 e i 6000 Twh, e ad un costo competitivo di 65 euro per Mwh: il che significherebbe coprire come minimo l'80% del fabbisogno elettrico complessivo dell'Unione Europea; e come massimo il 180%. Qual buon vento.