di Valeria Montebello

 

Le condizioni ambientali ci pongono davanti a criticità e opportunità sempre nuove. In molti casi le popolazioni selvatiche stanno subendo cali allarmanti, questo spinge gli studiosi ad utilizzare tecniche sempre più precise e avanzate per monitorarle, per comprendere le loro dinamiche. In un articolo pubblicato sulla rivista della British Ecological Society i ricercatori australiani suggeriscono che i droni sarebbero in grado di contare la fauna selvatica in maniera più accurata rispetto ai metodi tradizionali: i droni possono quindi aiutare l’uomo a proteggere l’ambiente e a salvare numerose specie animali in via di estinzione. “Con così tanti animali in tutto il mondo di fronte alla minaccia dell'estinzione, il nostro bisogno di dati accurati non è mai stato così grande”, ha detto Jarrod Hodgson, autore principale del documento di ricerca e candidato al dottorato presso la Scuola di Scienze Biologiche dell'Università di Adelaide. “Un monitoraggio accurato può rilevare piccoli cambiamenti nel numero di animali ed è importante perché, se dovessimo aspettare un grande cambiamento dei numeri per attestare il declino di una specie, potrebbe essere troppo tardi per provare a tenerla in vita”. I droni sono stati precedentemente utilizzati per osservare diversi animali, come elefanti e uccelli nidificanti, ma non si sapeva quanto fossero accurati per contare le specie. Per testare il metodo, il team ha creato colonie di uccelli finti su una spiaggia di Adelaide, in Australia, utilizzando 2.000 anatre da esca,  modellate sugli uccelli marini di Crested Tern. Un gruppo di esperti ha contato gli uccelli finti con binocoli e telescopi, mentre un drone dall'alto scattava fotografie. Un altro gruppo di scienziati ha contato il numero di uccelli che poteva vedere dalle immagini dei droni. “In una popolazione selvaggia, il vero numero di individui non è noto, il che rende molto difficile testare l'accuratezza di un approccio al conteggio”, ha detto Hodgson alla CNN Tech. “Avevamo bisogno di testare la tecnologia in una situazione certa, in cui sapevamo già le risposte.” è così che i ricercatori hanno scoperto la precisione e la velocità dei droni. Poiché il conteggio delle specie fotografiche richiede molto tempo, gli studiosi hanno anche adottato un algoritmo informatico per contare automaticamente gli uccelli. Hodgson ha detto che stanno ancora studiando come reagisce la fauna selvatica alla presenza dei droni. “I risultati aiuteranno a perfezionare e migliorare i protocolli di monitoraggio in modo che i droni abbiano un impatto minimo o quasi inesistente sulla fauna. Questo è particolarmente importante per le specie con le quali i metodi tradizionali che implicano una stretta vicinanza non sono possibili o desiderabili”. Gli scienziati stanno progettando un test di droni “poco invasivi” per monitorare diverse specie di foche e per rilevare i nidi o le tracce di animali difficili da osservare. Ma i droni non sono l'unica tecnologia che gli scienziati usano per contare le popolazioni di animali selvatici. L'anno scorso, un gruppo di ricercatori del British Antartic Survey e del Canterbury Museum in Nuova Zelanda, ha dimostrato che gli albatros, uccelli goffi e fiacchi che somigliano al poeta secondo Baudelaire, possono essere visti e contati dallo spazio usando immagini satellitari ad alta risoluzione. Gli albatros sono uno dei gruppi di uccelli più minacciati al mondo, e sono difficili da studiare perché si riproducono su isole remote e inaccessibili. Il team di studiosi ha dimostrato che si possono vedere dal satellite WorldView-3 (può registrare oggetti piccoli fino a 30 centimetri): dallo spazio, sulle immagini satellitari, gli albatros appaiono come puntini bianchi su deserti neri.