di Valerio Millefoglie

“Talvolta per l'uomo la cosa più utile è il vento”, scriveva il poeta greco Pindaro nell’Ode Olimpica XI. Le sue parole erano dedicate a un giovane pugile sotto le “acque celesti, figlie piovose della nuvola”. Sembrava guardare avanti, e in alto: Aquila e Project Loon sono i nomi dei due progetti, rispettivamente di Facebook e di Google, per portare internet nelle aree più remote della Terra. Droni a energia solare e palloni aerostatici che sorvolano la stratosfera per portare la rete giù, a chi non ce l’ha.

Partiamo dalle Olimpiadi per parlare di futuro, e di come l’intrattenimento globale porterà cambiamenti nelle esperienze individuali. Il pubblico del 776 a.C. assisteva a tornei di pugilato sentendo quasi il fendente del pugile, la terra smossa da chi correva arrivava sulle loro ginocchia, il salto in lungo era a un passo dagli spalti. E ora facciamolo un salto in lungo, ai Giochi Olimpici del 2020. Si terranno a Tokyo, nel New National Stadium of Japan: 80 mila posti a sedere che saranno dotati di una tecnologia speciale, le sedie si muoveranno disponendosi ogni volta in modo diverso, a seconda del tipo di sport in campo. Quel che si dice 'avere una visione'. Una visione intercambiabile, come quando il tetto dello stadio si aprirà trasformando lo spazio in un’arena.

“Possa tu in questo tempo alto procedere, e io altrettanto scorgerne vincitori, d’ogni arte splendendo fra gli Elleni”, scriveva sempre Pindaro, prevedendo “giorni futuri, testimoni chiarissimi”. L’industria dell’intrattenimento negli ultimi anni è cambiata totalmente, modificando il nostro stesso modo di approcciarci al tempo libero. In una pubblicità degli anni ’50 del televisore Philco, un uomo entra con la testa dentro uno schermo. In mano ha un cacciavite e dice: “Dentro c’è tutta l’esperienza tecnologica”. L’azienda ha chiuso nel 1961. La televisione si è trasferita sugli smartphone, le persone sono entrate nei video di YouTube. “Gli ologrammi a portata di smartphone e tv”, titola una notizia Ansa uscita il 18 maggio di quest’anno. L’Istituto di tecnologia di Pechino, in collaborazione con il Royal Melbourne Institute of Technology, ha realizzato l’ologramma più sottile al mondo, 1.000 volte più fine di un capello, e facile da produrre in 3D senza occhialini. "Integrare l'olografia nei dispositivi elettronici che usiamo quotidianamente renderebbe irrilevante la dimensione dello schermo: un ologramma 3D che balza fuori può mostrare una quantità di dati che non entrano nel display di uno smartphone o di un orologio”, ha spiegato Min Gu, uno dei coordinatori della ricerca. Ciò vuol dire che in futuro, con la semplice applicazione di una pellicola hi-tech saremo in grado di proiettare le immagini sugli schermi Lcd. E forse, sul divano di casa, saremo proiettati ai Giochi Olimpici, seduti accanto a Pindaro che tesserà le lodi della tecnologia.