di Federica Verona

Le periferie, al centro dell’attenzione pubblica solo per le strumentalizzazioni politiche o per i fatti di cronaca nera, sono luoghi che hanno bisogno urgente di essere liberati dallo stereotipo negativo che troppo spesso le accompagna. le periferie sono anche territori densi di realtà attive che sanno inventarsi dal basso rispondendo a bisogni reali, anche, in totale assenza delle istituzioni. Associazioni, singoli individui, gruppi informali capaci di produrre cultura, socialità, sport, verde, cibo, design e lavoro intersecando generazioni attraverso libere, piccole, straordinarie azioni politiche. Troppo spesso inascoltate e dimenticate anche quando c’è stata, prima della crisi dell’edilizia, l’occasione di riprogettare “meglio” quei territori. Nel recente passato, infatti, molti interventi edilizi sono stati realizzati ex novo in zone periferiche e costruiti su di un modello dell’abitare lontano dalla dimensione di quartiere e valorizzazione di chi sapeva promuovere prototipi di comunità. Quelle architetture, insieme a quelle più antiche, oggi sono un problema sociale, che evidenzia la sempre maggiore necessità di committenti illuminati, amministrazioni coraggiose, team interdisciplinari che, insieme agli architetti (non solo illustri) siano capaci di guidare una vera lettura del bisogno socio culturale provando a costruire parti di città creando laboratori perpetui.    

Super, il festival lento delle periferie è nato per costruire un archivio di pratiche delle periferie italiane. La prima tappa: Milano. Dopo aver ascoltato, attraverso 25 tour, circa 150 realtà attive, queste verranno coinvolte in dieci progetti curatoriali che toccheranno differenti temi. Il tutto verrà messo in scena in una festa finale nel 2018 dove liberare la parola “periferia” rilanciandola in un grande dibattito a livello nazionale e internazionale. 

Perché domani, quando sarà il momento in cui tutti scopriranno la straordinaria normalità di questi territori, sarà importante essere già coscienti della lentezza che serve per imparare da queste città concrete, molto più centrali di quanto dicano le mappe e i valori immobiliari.