di Caterina Vasaturo

In principio erano le località in sé, con la loro bellezza naturale e ricchezza di cultura, a rendere indimenticabile un viaggio. Ora la tecnologia dà il suo inconfondibile contributo, conquistando l’animo dei turisti moderni. Partiamo dal museo, luogo di visite per eccellenza: l’innovazione ha rivoluzionato il tradizionale concetto di esposizione, eliminando le barriere tra ospiti e reperti. Le parole d’ordine sono immersione e interazione. Esemplare il Future City Lab del Museo di New York, una galleria interattiva in cui i visitatori partecipano in prima persona alle sfide che il futuro riserva alla Grande Mela, dalla crescita della popolazione alla conservazione e promozione della diversità, fino agli impatti del cambiamento climatico e di altri fattori ambientali.

Persino la biologia diventa una tecnologia all’avanguardia, potente e rivoluzionaria, al Tech Museum of Innovation di San Jose, in California: il BioDesign Studio coinvolge, infatti, il pubblico in esposizioni interattive, dando loro il potere di esplorare, modellare e giocare con i blocchi di sequenziamento del DNA, trasformando e vedendo crescere un organismo vivente. Ma il progetto più ambizioso è senza dubbio quello del Rijksmuseum di Amsterdam, che si serve dell’innovazione tecnologica per consentire alle persone di “visitare” la ricca collezione museale senza lasciare la propria abitazione. Come? Grazie al caricamento delle immagini digitalizzate di circa un milione di pezzi: gli utenti possono scaricare e manipolare on line le immagini scansionate di numerose collezioni, da Rembrandt a Vermeers, fino alle ceramiche cinesi.

E per chi è ligio al dovere ma non vuole rinunciare al piacere ecco il Remote Year, un programma che consente di lavorare in remoto: si sfruttano le potenzialità della Rete per adempiere ai propri impegni professionali e visitare, al contempo, ogni angolo del mondo. La tecnologia sta trasformando il viaggio in un’esperienza interattiva. Per superare tutti i confini, quelli reali e quelli virtuali.