di Valeria Orlando

Vivere in montagna significa affrontare tutta una serie di difficoltà che la gente di città o di pianura non può nemmeno immaginare: acqua, gas, elettricità, connessione a internet; cose normali per la maggior parte di noi, sono risorse che da un momento all'altro possono venire a mancare per chi vive in zone disagiate. Vivere poi in alta montagna, in zone del mondo particolarmente isolate, può voler dire che alle suddette risorse l'accesso non è solo limitato e soggetto a interruzioni, ma è del tutto inesistente. Per esempio: metà della popolazione che vive sulla catena montuosa dell'Himalaya non ha accesso alla corrente elettrica. Piccoli villaggi, come quello di Lingshed, nella regione di Ladakh; un posto talmente sperduto che a stento riesce ad arrivarci l'uomo: si trova a un giorno di cammino – cammino per sentieri di montagna – dalla strada più vicina; e ovviamente, questo cammino è ostruito dal ghiaccio e dalle nevi nei lunghi mesi invernali.

Un paesino di 700 abitanti tagliato fuori dal mondo e dai benefici più ovvi della modernità. Fino a poco tempo fa, quando un gruppo di ingegneri volontari si è arrampicato fino ai 4mila metri d'altezza del villaggio e vi ha installato una serie di micro reti elettriche (microgrid) basate sull'energia solare. Così, almeno il monastero – un luogo di culto che ha più di 900 anni – nonché i dormitori della scuola locale, sono stato dotati di luce. Gli ingegneri hanno altresì creato una sala computer con una connessione al satellite, e questo posto funziona ora come un internet cafè, aperto anche ai turisti che fanno trekking. Ogni micro rete include un pannello solare di 250 watt, un paio di batterie a 12 volt specificamente progettate per l'energia solare, e circa 30 lampadine a LED di 3 watt.

La particolarità tecnica è che è stata usata la vecchia corrente continua, e non quella alternata: cosa che può avere un senso nel caso di impianti non connessi a una grande rete, come questo. Paras Loomba, il capo del progetto Global Himamayan Expedition che effettua questo tipo di interventi, ha spiegato: “I pannelli solari funzionano con la continua, le reti elettriche principali con la alternata: ma se tu riesci a far funzionare dei LED con la corrente continua, e li attacchi direttamente a un pannello, non hai bisogno di convertire il tipo di corrente, che è una cosa che dà sprechi”. Dalla fondazione del progetto, 4 anni fa, il gruppo non profit ha installato pannelli solari in 22 villaggi del Ladakh.

Il Global Himamayan Expedition fa poi parte di un progetto più ampio, il programma Smart Village della IEEE Foundation, che promuove l'estensione sostenibile delle reti elettriche, e si propone di raggiungere e portare luce a 50 milioni di persone nei prossimi dieci anni. Un obiettivo sacrosanto, per rendere le montagne meno buie, e chi ci vive meno lontano.