di Egidio Liberti

 

 

Audi scommette sul futuro e rende i semafori di Las Vegas più … 'intelligenti'. Sotto le luci della Strip infatti il più vintage fra gli strumenti di regolazione del traffico ora dialoga con le auto. O meglio, con le Audi.

Apparso per la prima volta a Cleveland nel 1914, con le sole due luci rosso-verde, per vedere il semaforo accendere tre lampade si deve aspettare il 1920 e spostarsi a New York. Dopo qualche anno approda in Europa: nel 1925, con Milano e Parigi fra le prime città. Si può dire che esiste da quando ci sono le automobili. E siccome queste diventano sempre più moderne, anche l’infrastruttura si adegua.

A cominciare dal Nevada, il primo Stato a rilasciare una licenza pubblica di test autonomo a Google nel 2012. Dopo averlo testato proprio a Las Vegas durante il Consumer Electronics Show - il CES è la più importante fiera di elettronica al mondo - proprio qui Audi sceglie di applicare in anteprima assoluta la tecnologia Traffic Light Information (TLI). Cioè la funzionalità del sistema Audi connect che consente alle vetture di dialogare direttamente coi semafori. Di aiutare il guidatore a regolare la velocità media, e percorrere un tratto di strada con i sempre semafori verdi. Tradotto per tutti: maggiore fluidità del traffico, riduzione di rumore e consumi energetici, minor utilizzo di acceleratore e freni.

Il sistema, per ora disponibile su Audi A4, Audi A4 allroad e Q7, consente di interagire direttamente con la centrale operativa di riferimento. Si tratta del primo concreto esempio di collegamento vehicle-to-infrastructure (car-to-i); anticipa lo scenario che sta alla base della mobilità del futuro, il car-to-x. Dove la x equivale all’area urbana interconnessa, aperta al dialogo costante con i veicoli. Ci arriveremo. Per ora a Las Vegas l'auto interagisce in tempo reale con il Centro di Gestione del traffico, la divisione della Commissione per i Trasporti Regionale del Sud Nevada che sovrintende gli oltre 1.400 segnali semafori della regione.

Funziona così. L'auto riceve i dati tramite la connessione ad alta velocità di bordo (ora lo standard è 4G LTE, ma si sperimenta già il 5G) e li elabora miscelandoli a sensori di movimento, centraline e navigatore. Il software analizza il tutto e lo trasforma in un disegno, ovviamente un semaforo, per il guidatore. Appare nel quadro strumenti con una serie di informazioni utili. Se il semaforo è rosso, appare il conto alla rovescia per sapere quanto manca al successivo verde. L’evoluzione predittiva consentirà invece di mostrare al conducente la media oraria da tenere per proseguire in ‘onda verde’. La piattaforma dati sarà così di supporto per sviluppare servizi ancora più evoluti, collegando il sistema alle funzioni di start-stop, e alla navigazione evoluta capace di ottimizzare i percorsi in base, anche, alla temporizzazione dei semafori. Già oggi il sistema valuta in tempo reale variabili di traffico e tiene conto dell’itinerario impostato per ottimizzare il percorso, compiendo un numero di valutazioni sempre più elevato grazie alla maggiore mole di informazioni utili. Per esempio, il sistema Traffic Light Information permette già di ridurre le emissioni fino al 15%, come dimostrato dai test effettuati in Germania. Se poi si riduce lo stress ci si rilassa sapendo quanto tempo rimane prima della ripartenza, ancora meglio.