di Caterina Vasaturo

“Altezza mezza bellezza”, recita un proverbio della cultura popolare italiana. E i centimetri, si sa, sono fondamentali soprattutto nello sport. Eppure c’è chi la pensa diversamente. Si chiama Chelsea Warr ed è la vicedirettrice del settore performance dell’UK Sport, organizzazione che si occupa dello sviluppo e della valorizzazione degli atleti britannici. La grintosa talent scout ha scoperto fenomeni del calibro di Helen Glover, Lizzy Yarnold e Lutalo Muhammad, campioni olimpici rispettivamente per le categorie di canottaggio, skeleton e taekwondo. In ciascuno ha scorto un enorme potenziale, che scavalca i tradizionali parametri ‘CGS’, vale a dire i principi che valutano la capacità di uno sportivo in centimetri, grammi e secondi. I tre fuoriclasse hanno dovuto alzarsi sulle punte dei piedi per raggiungere l’altezza considerata vantaggiosa nello sport. Prova, questa, che non è solo la prestanza fisica ad aggiudicarsi il primo premio in una competizione atletica.

I giovani vanno valorizzati attraverso una corretta formazione sia dal punto di vista tecnico che medico-scientifico. Non è possibile prevedere la resa di un agonista dalla fase iniziale, ma occorre valutare le reazioni all’allenamento per ottenere risposte precise. Un training pianificato nel dettaglio è fondamentale. Così come pure l’analisi psicologia dei performer. Esistono, inoltre, dei veri e propri trucchi progettati per sfidare l’invecchiamento. E lo stregone della formula anti-età è Mackie Shilstone. Specialista in ‘estensione di carriera’, il pioniere della scienza sportiva si serve di precise tecnologie: ad esempio, le scansioni a raggi X-DEXA per misurare ossatura, muscolatura e grasso corporeo dei pugili.

Originale, poi, l’adozione del metodo ‘run and gun’, che dalle esercitazioni militari è traslocato nei campi da tennis, per preparare la trentacinquenne Serena Williams. Così come i soldati sono addestrati a sparare in movimento, la tennista statunitense è stata sottoposta a un adrenalinico esercizio fisico, segnando venti punti diversi nel campo avversario in un tempo di quarantacinque minuti. Ma Shilstone ottiene risultati incredibili non solo sui campioni. Il primo a beneficiare di una lunga carriera è lui stesso. Forse il segreto del giovane sessantacinquenne è quello di alzarsi alle quattro e trenta del mattino per dedicare almeno un’ora alla lettura di riviste mediche. Un allenamento che parte dalla testa, prima che dal corpo.