di Giulia Cavaliere

 

In New Jersey c'è un magazzino in cui le coltivazioni idroponiche destinate a ristoranti e negozi di generi alimentari di New York e delle aree circostanti crescono sotto le luci. Il suo nome è Bowery e si tratta di una delle molte iniziative di agricoltura indoor, che mirano a reinventare il sistema agricolo utilizzando nuove tecnologie, dalle luci altamente efficienti al software di monitoraggio impianti.

Racconta il co-fondatore e CEO di Bowery, Irving Fain: "Coltiviamo in un ambiente completamente controllato, possiamo coltivare 365 giorni dell'anno, indipendentemente dal tempo meteorologico e dalla stagionalità. L'affidabile e costante fornitura di prodotti di alta qualità per tutto l'arco dell'anno è un grande cambiamento rispetto al funzionamento dell'agricoltura tradizionale attraverso i secoli. Naturalmente coltiviamo tutto il nostro cibo senza pesticidi, erbicidi, fungicidi o insetticidi. Ci sono tipi di coltivazioni che, nel nostro caso, sono in grado di crescere più del doppio rispetto a quanto accade nel campo. Si riesce a essere, in alcuni casi, cento volte più produttivi e a risparmiare il 95% dell'acqua utilizzata”. Il risparmio d'acqua deriva dal fatto di aver costruito un sistema che permette di monitorare come le piante crescono e di dare loro solo la quantità d'acqua di cui hanno effettivamente bisogno nel momento in cui ne hanno bisogno. “Siamo, inoltre, anche in grado di far ricircolare e poi riutilizzare l'acqua".

Se gli si chiede quale sia stato l'input principale per l'avvio dell'azienda, Irving Fain risponde così: "Ho sempre confidato tantissimo nella capacità della tecnologia di risolvere problemi complessi. Guardando al sistema agricolo attuale, ci si accorge di quanto quello sia proprio l'epicentro, direttamente o indirettamente, di tante questioni globali. Entro il 2050, secondo le Nazioni Unite, avremo da nove a dieci miliardi di persone sul pianeta e abbiamo bisogno tra il 50% e il 70% in più di cibo per alimentare questa crescita”. Il problema, prima, era che i dispositivi di illuminazione erano costosi e inefficienti. Il costo degli apparecchi LED negli ultimi sei anni è sceso di oltre l'85% e l'efficienza è più che raddoppiata.

“Abbiamo anche una rete software con cui stiamo raccogliendo milioni di dati in tempo reale con fotocamere che non solo stanno fotografando le piante, ma le stanno analizzando attraverso algoritmi di apprendimento automatico e sono in realtà in grado di capire come sta crescendo questa pianta, qual è la qualità che stiamo vedendo”.

Bando alle diffidenze per quello che viene coltivato 'in serra', allora. E se quella indoor sarà la terza rivoluzione agricola, ben venga.