di Mattia Nesto

Una delle più grandi sfide che nei prossimi anni l’umanità si troverà di fronte è quella delle risorse alimentari. Ovvio quindi che bisogna trovare soluzioni per poter offrire cibo a tutti. Uno dei paesi che ha più fatto e sta facendo di più è, a sorpresa, la Thailandia. Si tratta di un paese che storicamente ha sempre puntato sull’agricoltura e sull’abbondanza delle risorse del proprio territorio.

Ma la grande novità di questi ultimi anni è che la Thailandia ha iniziato un rapido processo di investimento non soltanto sull’agricoltura di sussistenza ma anche sull’applicazione delle nuove tecnologie nell’agricoltura. Il modello economico Thailandia 4.0 infatti offre considerevoli sgravi fiscali a chi voglia investire in questo settore, in misura speciale per le società ad alta tecnologia.

Si tratta di un modello di sviluppo alternativo a quello della maggioranza dei paesi occidentali che, ancora oggi, sono contraddistinti da un rilevantissimo spreco di cibo. Giusto per fare un esempio, si è calcolato che i soli Stati Uniti, ogni anno, perdano circa 65 milioni di tonnellate di cibo, a causa di svariati motivi: da carenze logistiche, a industrie tecnologicamente poco sviluppate, ed anche a causa della penuria di occupati in questo settore.

In Tailandia invece è tutto il contrario. Quasi il 40% della popolazione lavora nel campo agricolo ma, come si è detto, questo non è segno di un paese tecnologicamente poco sviluppato o arretrato, tutt'altro. E da chi è fornita questa tecnologia? Dalle centinaia e centinaia di start-up che sono sorte nell’ultimo decennio, contraddistinguendosi per le idee innovative e per l’inedito utilizzo della robotica, dell’ingegneria molecolare e della genetica. Si possono perciò citare i sensori completamente automatizzati così come i droni di monitoraggio delle colture, che giocano un ruolo fondamentale per l’incremento delle risorse agricole. Poi, a proposito degli sprechi di cibo, le start-up thailandesi hanno ingegnerizzato dei cibi che sono meno suscettibili agli sbalzi di temperatura: questa “immunità termica” fa sì che siano ideali per essere trasportati anche su lunghe, lunghissime distanze senza danni per il prodotto.

Il paese ha inoltre investito fortemente nell'educazione, aspetto fondamentale per uno sviluppo delle tecnologie e delle scienze: vi è ormai una rete di 24 università di eccellenza che 'producono' ogni anno 7.000 studenti laureati con un background biotecnologico di assoluto livello. Solo l’anno scorso il Thailandia Board of Investment ha approvato più di 320 progetti agricoli per un investimento che supera i 4,8 miliardi di dollari. Così questo paese, cuore di quella che una volta era l’Indocina, è diventato un esempio virtuoso che tutto il mondo dovrebbe seguire: ne va del futuro globale.