di Dario De Marco

La percezione di non essere sicuri all'interno delle proprie abitazioni è qualcosa che, letteralmente, toglie il sonno. E questo nonostante le statistiche dovrebbero rassicurare, in Italia come nel resto d'Europa: nella placida Germania, per esempio, l'anno scorso sono stati registrati 168mila casi di furto con scasso in appartamenti privati; che è un numero sicuramente alto, ma molto più basso delle medie che si vedevano negli anni '90. Eppure la paura c'è. Proprio a Monaco di Baviera, dove si è recentemente tenuta una delle più importanti fiere mondiali per l'architettura e i materiali da costruzione, la sicurezza è stato il tema dominante.

Il trend principale è quello della video-sorveglianza: oramai rispondere a citofono e sentire solo la voce di chi ha suonato, senza vederlo in volto, ci sembra qualcosa di troppo antiquato. Ma le telecamere installate all'esterno delle abitazioni private fanno molto di più: l'estensione del controllo è la prevenzione, e quindi molti sistemi video consentono la registrazione delle ultime 24 o 48 ore, in modo da poter controllare i filmati e tenere d'occhio i malintenzionati che eventualmente si aggirino sotto casa, in esplorazione. E questo è un altro trend individuato dagli esperti del settore: l'utilizzo domestico e privato di mezzi e tecnologie che fino a pochi anni fa erano appannaggio di istituti pubblici o grandi imprese.

E se la porta che si apre solo con il riconoscimento dell'impronta digitale del 'padrone' è uno strumento ormai noto, il futuro della sicurezza in casa sta nella domotica: la possibilità di accendere lo scaldabagno o spegnere la luce della camera a distanza, stando in giro, utilizzando lo smarphone, è assodata. Pensate alla stessa operazione effettuata con i dispositivi più moderni in materia di safety: una webcam accesa sulla propria cassaforte, ovvero sulla propria tranquillità.

Il futuro avanza, anche contro i topi d'appartamento, dunque. Eppure, polizia e compagnie di assicurazione raccomandano anche i vecchi cari metodi: una bella porta blindata, un vetro anti-effrazione ben spesso. “Questo perché – ha spiegato il ministro dell'interno bavarese – quella dei ladri è una lotta contro il tempo: abbiamo constatato che alla prima difficoltà o imprevisto, trovano conveniente fuggire”. Chi ci proteggerà nelle nostre case, l'hardware o il software? In medio stat virtus, come sempre.