Analizzano dati, scrivono poesie, forniscono consulenze. Da qui alla musica, il passo è stato breve: i ricercatori del Georgia Institute of technology hanno dato vita a Shimon, un robot capace di comporre ed eseguire tracce audio con l'uso di tecnologie di deep learning (le soluzioni che permettono alla macchine di imparare a svolgere alcuni compiti).
L'automa è provvisto di quattro braccia, otto bacchette e si esibisce su uno xilofono in performance da mezzo minuto. Come funziona? I suoi creatori lo hanno “nutrito” con una memoria di 5mila brani e oltre 2 milioni di riff, da Miles Davis ai Beatles e Lady Gaga. Shimon elabora le informazioni custodite nel database, rileva le sequenze che si ripetono con più frequenza e trasforma il tutto in una traccia con una sua coerenza compositiva. L'esecuzione fisica è guidata da una telecamera installata sul robot, che permette di coordinare i vari movimenti e mantenere il ritmo più adatto nel corso della intera performance. A proposito: quali sono i generi preferiti? I ricercatori del Georgia Institute parlano di una «specie di jazz», alludendo alla capacità di improvvisare e interpretare sequenze fisse di melodie. Come un musicista umano, o quasi.