di Vanna Carlucci

Siamo soliti pensare che per alcuni sport il genere femminile non abbia ancora avuto spazio per poter dar prova delle proprie capacità, mentre il genere maschile detiene il monopolio assoluto. Ci stupiremmo invece nello scoprire che in uno sport come quello automobilistico le donne, nel corso degli anni, hanno rivendicato gradualmente ma con successo il loro diritto di esserci.

Desire Wilson, ad esempio, è stata la prima automobilista sudafricana ad imporsi in una gara con vetture di Formula 1 vincendo nella corsa Brands Hatch del 7 aprile 1980. Nello stesso anno, partecipa a diverse gare come la 6 Ore di Monza e la 6 Ore di Silverstone, mentre arriva settima alla 24 Ore di Le Mans. In realtà le prime presenze femminili risalgono già al 1900, con Louise Bazalgette, prima pilota di corse britannica a partecipare alla Mille Miglia, guidando un Benz 3hp; o Victoria Godwin, che ha corso nel Regno Unito tra il 1905 e il 1907; o ancora Madame Labrousse, uno dei primi piloti da corsa femminili conosciuti.

Non sono le uniche: infatti diversi sono gli esempi in cui si dimostra la costante presenza delle donne nei diversi ambiti del motorsport, con risultati vincenti: pensiamo a Monisha Kaltenborn, prima donna team principal per la Sauber; Claire Williams, che si occupa della sezione marketing del famoso team del padre, e poi, Maria Teresa De Filippis o Lella Lombardi. Nel tempo insomma, le donne in questo campo si sono affermate poi nella gestione dei rapporti con l'esterno come Silvia Frangipane Hoffer (McLaren), Clarisse Hoffmann (Lotus), Sophie Eden (Williams), Fabiana Valenti (Toro Rosso) e Tracy Novak (Marussia), mettendo le basi per una reale cultura sportiva che unisca i due sessi in tutti i vari ambiti che riguardano lo sport automobilistico.