di Gianluigi Ricuperati

Non soltanto, come insegna il mito di Blade Runner, in futuro gli androidi sogneranno pecore elettriche - lo faranno anche  velocissimo. E divertendosi. Fuor di metafora, il cosmo dell'alta velocità sportiva vede sempre più spesso protagonisti innovatori del digitale che stanno letteralmente cambiando il modo di pensare e vivere le corse. Tom Halls appartiene a pieno titolo al gruppo di coloro che stanno mutando il volto di un mondo già in costante evoluzione: Halls sta infatti  portando in modo programmatico e organizzato il digitale all’interno della Formula E - serie automobilistica nata nel 2012 dalla Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) - che si caratterizza per utilizzare auto dotate di motori elettrici.

Tom Halls, che è stato anche Responsabile del Digital presso l'Associazione Tennis Professionisti, in una recente intervista spiega come lo sviluppo digitale darà, da qui a qualche anno, una forte spinta in avanti allo sviluppo delle imprese attraverso nuovi prodotti capaci di ampliare l'interazione e la percezione delle performance sportive: piattaforme di siti web e applicazioni per smartphone. 

Uno degli elementi chiave è certamente il bisogno di acquisire più dati possibili (delle vetture, delle squadre e dei fan) per costruire contenuti digitali e prodotti personalizzati e naturalmente mobile-first.

La Formula E utilizza anche la piattaforma Gigya, con la quale ha stretto un'alleanza strategica allo scopo di gestire le identità dei clienti e di poter meglio creare una comunità d'interesse legata al proprio team sportivo. Il cambio di passo del digitale in questo senso consente di attrarre gli appassionati, proponendo loro la comodità di poter ottenere più informazioni possibili su questo o quel pilota, o sulla marca prediletta e, allo stesso tempo, di coinvolgere i geek tecnologici incuriositi dal mondo dei motori. L'obiettivo, insomma, è di unire il mito collettivo della velocità sportiva con la realtà quotidiana di mezzi digitali sempre più veloci e performanti: forse gli androidi di domani sogneranno macchine elettriche?