di Federica Tattoli

 

L’innovazione accompagna le nostre vite quotidianamente, molto da vicino, ma la tecnologia non è solo freddezza, chip e acciaio. Può essere anche un caldo maglione di cachemire altamente tecnologico o una scarpa ultra performante. La tecnologia può essere presente anche in ciò che indossiamo, nei tessuti che ricevono trattamenti e finissaggi che regalano a dei semplici capi di abbigliamento proprietà innovative.

Leader nel settore dell’innovazione in campo tessile è la Svizzera Schoeller,  dal 1868 ad oggi l’azienda non ha mai smesso di ricercare e innovare producendo tessiti con funzione protettiva e di supporto utili anche in campo medico-ortopedico, che ad esempio combattono i batteri, tessuti anti macchia, tessuti speciali a base di fibre di carbonio e argento che si possono accoppiare a filati normali per garantire performance innovative customizzate a seconda delle necessità del cliente, speciali tessuti realizzati per forze dell’ordine e militari che proteggono dalle fiamme con la tecnologia pyroshell ™, dal vento e dalla pioggia attraverso una speciale membrana detta  c_change ™, che mantengono l'umidità ideale grazie alla tecnologia denominata  3XDRY®, hanno massima resistenza all'abrasione attraverso la tecnologia ceraspace ™ fino ad arrivare ad un tessuto camouflage per unità speciali dalla funzionalità termica integrata. Queste sono solo alcune delle nuove tecnologie messe a punto dall’azienda Svizzera, vera leader nel settore del tessile innovativo.

Ma ci sono anche altre realtà, apparentemente impensate, che si misurano con la ricerca in questo campo, pensiamo all’italiana Loro Piana, da sempre sinonimo del più raffinato cachemire e dei Tasmanian più fini. Verrebbe spontaneo associare questo nome con la tradizione, ma ad un esame più approfondito si scopre un mondo di altissima tecnologia e ricerca delle materie prime più curiose ed innovative. Qualche esempio: The Lotus Flower®, Il fior di loto (Nelumbo Nucifera) è una pianta acquatica antichissima che nasce spontaneamente sui laghi birmani, in particolare sul Lago Inle. Ha proprietà straordinarie, affonda le radici nel terreno fangoso e ogni notte i suoi fiori si chiudono immergendosi nelle acque melmose, per poi riemergere e schiudersi al sole perfettamente puliti ed incontaminati. La fibra del loto è estratta dai gambi di questi fiori, che si colgono tra aprile e gennaio.  Il filo si ottiene unendo i filamenti di 3-5 gambi, viene "frottato", ovvero grossolanamente ritorto sfregando le fibre su un piano, e successivamente filato e tessuto a mano con strumenti antichi.

La ricerca tecnologica in campo tessile sembra passare dal concetto di protezione – dal vento, dall’acqua, dallo sporco, dal fuoco addirittura, ma al giorno d’oggi non sono solo gli elementi naturali quelli da cui ci dobbiamo proteggere, siamo immersi in una rete di onde elettromagnetiche. Proprio pensando a questo il designer Fabio Quaranta ha pensato di schermare le tasche interne dei suoi capi spalla con uno speciale tessuto prodotto da Elettrosmog Tex, ditta italiana specializzata in tessuti che inglobano tra ordito e trama filamenti metallici attivi contro le onde elettromagnetiche. Finalmente non avremo più problemi a portare in tasca il nostro smartphone!

Per finire questo excursus tra filati e tecnologia voliamo negli Stati Uniti, dove IFM-International Fashion Machines, Inc. si occupa di tessuti elettronici, in cui i materiali conduttivi sono direttamente inglobati nel tessuto stesso trasformandolo in un sensore e conferendogli delle proprietà funzionali che vanno oltre a quelle puramente decorative, come per esempio nell’Electric Plaid, in cui al tessuto vengono conferite anche le dimensioni di tempo e spazio. Grazie ai circuiti elettronici direttamente intrecciati nella materia, i colori dei pattern che lo caratterizzano cambiano lentamente nel tempo.

In un prossimo futuro avremo quindi abiti che ci proteggeranno e, probabilmente, saranno in grado di comunicare al mondo le nostre emozioni.