di Caterina Vasaturo

Un prete cattolico, un rabbino e un buddista entrano in un laboratorio e ordinano funghi magici. No, non è una barzelletta di cattivo gusto, ma un esperimento scientifico. Alcuni studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora hanno, infatti, reclutato due dozzine di religiosi tra sacerdoti cattolici, ortodossi, buddisti Zen e diversi rabbini. Non si è riusciti a rendere partecipi rappresentanti musulmani o indù, ma il gruppo, sufficientemente composito, ha dato comunque i suoi frutti. Nello specifico, sono state somministrate a ciascuno due potenti dosi di psilocibina, l’ingrediente attivo nei funghi ‘magici’. La triptammina psichedelica è solita stimolare dei veri e propri percorsi mistici in chi la assume. La ricerca, attualmente in corso, mira a valutare se l’esperienza trascendentale renda i credenti più sicuri nel proprio lavoro o se, al contrario, alteri il loro credo.

Dopo lo screening preliminare, includente test medici e psicologici, sono state razionate le porzioni del farmaco stupefacente in due sessioni, a distanza di un mese. Gli incontri, sotto la guida di esperti, prevedono che si trascorra del tempo su un divano, ascoltando musica religiosa in cuffie, al fine di facilitare il viaggio spirituale. Lo psicologo William Richards, coinvolto nel lavoro, ha presentato i risultati alla Breaking Convention di Londra. La completa analisi degli esiti avverrà solo dopo un follow-up di un anno con i componenti esaminati, le cui identità sono mantenute anonime, nel pieno rispetto della privacy.

Ma si può già evidenziare con certezza quanto nessuno di essi sia rimasto confuso o sconvolto, né sia rammaricato di aver provato quelle che sono comunemente considerate delle sostanze illecite. Al contrario, sembra che ciascuno abbia manifestato un apprezzamento più profondo del proprio patrimonio religioso e anche di quello altrui, rendendo vivo e universale ogni dogma. Gli scienziati di tutto il mondo hanno pareri discordanti su come portare avanti le indagini del campo. C’è chi è a favore della scienza nella sua accezione più rigorosa e chi, invece, si mostra entusiasta degli usi, non medici, di queste ‘panacee psichedeliche’. Forse potrebbe essere l’occasione giusta per esplorare stati profondamente spirituali della coscienza. E non è detto che le modalità adottate siano necessariamente illegali.