di Caterina Vasaturo

 

Si sa, a parte rare eccezioni, a nessuno studente piace andare a scuola. I compiti sono noiosi e le interrogazioni da panico. Ma quanti studenti, abbandonando il tradizionale percorso educativo, riescono ad avere successo nella vita? Erik Finman ce l’ha fatta, tra lo stupore di tutti. In primis dei suoi genitori. Sì, perché all’età di appena quindici anni il ragazzino cresciuto nell’Idaho ha già chiaro il proprio cammino: lasciare la scuola, accrescere la propria cultura da autodidatta e… diventare un diciottenne milionario. Tanto da farne addirittura una scommessa con i suoi.

L’occasione gli si presenta tre anni prima, quando per il suo compleanno riceve in regalo dalla nonna la somma di mille dollari. Erik non spende futilmente quei soldi, ma li converte in bitcoin, criptomoneta all’epoca ancora poco conosciuta. Le quotazioni salgono vertiginosamente ed ecco che si palesa lo spirito imprenditoriale dell’enfant prodige, con la scelta d’investire parte della rendita in attività formative on line. Il ‘Bitcoin Boy’ crea, così, la piattaforma Botangle, allo scopo di aiutare gli allievi svogliati come lui, e di guidarli nell’istruzione basata su videochat e videolezioni. In poco tempo si ritrova a capo di una società con venti dipendenti. Nel gennaio del 2015, poi, la vera svolta: gli vengono offerti 300 bitcoin (l’equivalente di 100 mila dollari) per l’acquisto della sua straordinaria invenzione. Ovviamente Finman accetta senza alcuna esitazione. Oggi la cifra è lievitata e sfiora i due milioni di dollari.

Il flusso dei tweet condivisi sul web è costellato di consigli di vita e perle di saggezza. “Il modo più semplice per guadagnare denaro è creare qualcosa che risolva un problema o migliori una situazione”, cinguetta il giovane milionario. “Non seguire le mode, ma vai a caccia di opportunità”. Convinto sostenitore di YouTube e Wikipedia, universi sui quali “si apprende molto di più di quanto non accada in un’aula con un docente in carne e ossa”, l’adolescente statunitense approfitta della rete per diffondere il proprio punto di vista: la convinzione secondo cui Internet abbia reso obsoleta gran parte della scolarizzazione tradizionale. Con una simile esperienza, la domanda nasce spontanea: quando Erik sarà padre, sceglierà di mandare o no i propri figli a scuola?