di Sarah Spinazzola

 

Benvenuti su Marte. Proprio così: a qualche ora di volo di distanza, presto potremmo averne un incredibile assaggio. Il governo degli Emirati Arabi Uniti, in collaborazione con l’architetto Bjarke Ingels, è all’opera per la realizzazione di un’ipotetica città su Marte ma sul pianeta Terra, precisamente in mezzo al deserto di Dubai. Si chiama Mars Science City, l’ambizioso progetto dal valore di 136 milioni di dollari, ed è stato annunciato dal governo di Abu Dhabi lo scorso 26 settembre. La città marziana prenderà vita su un’area di quasi due milioni di metri quadrati, e la sua struttura includerà una serie di cupole prodotte con processi di stampa in 3D, sotto cui si muoveranno squadre di ricercatori e volontari per almeno un anno. “Questo nuovo progetto rappresenta un passo avanti nel contributo che gli Emirati Arabi danno allo sviluppo scientifico mondiale”, ha detto lo sceicco Mohammed bin Rashid in un comunicato stampa. “Vogliamo essere un esempio e motivare altri a partecipare e contribuire affinché l’umanità si faccia largo nello spazio. Crediamo nel potenziale dell’esplorazione spaziale e collaborando con partner e leader globali cercheremo di soddisfare le esigenze delle persone e di migliorare la qualità della vita sulla Terra”.

Gli obiettivi? La città nel deserto sarà fornita di laboratori per rispondere ai bisogni alimentari, energetici e idrici una volta che i coloni si saranno insediati su Marte. Fra riscaldamento e radiazioni, non mancheranno anche sistemi che avranno il compito di simulare il complicato ambiente marziano a cui gli astronauti dovranno abituarsi. Comprendere queste necessità è fondamentale per un’eventuale e reale spedizione sul pianeta rosso. Oltre a ispirare i giovani a perseguire carriere nella scienza e nell’ingegneria, il progetto vuole anche combattere i problemi sulla Terra utilizzando la tecnologia sviluppata per il progetto.

Ma non finisce qui. Gli Emirati Arabi Uniti sono anche una delle nazioni che sta realizzando una navicella spaziale da inviare su Marte durante la finestra di lancio del 2020. All’interno della missione Emirates Mars, sarà la prima navicella robotica progettata per esplorare il pianeta rosso lanciata da un paese arabo musulmano. “Abbiamo grande fiducia nelle nostre squadre di lavoro”, ha dichiarato lo sceicco Mohamed bin Zayed, “e con Emirates Mars vogliamo per la prima volta dimostrare che la nostra gioventù è affidabile e capace di raggiungere ambizioni internazionali”.

A quanto pare la corsa nello spazio è veramente iniziata. Difficile sapere qualcosa sui tempi concreti di realizzazione. A questo punto, però, pare che la Nasa e soprattutto la SpaceX di Elon Musk abbiano trovato dei nuovi concorrenti nella corsa al pianeta rosso.