di Francesco Musolino

 

Per quanti sforzi possiamo fare, nonostante la buona volontà e gli ottimi propositi, seguire una corretta alimentazione può rivelarsi davvero un’impresa ardua. Sono già disponibili una moltitudine di app utili a prendere nota delle nostre abitudini alimentari, ma, siamo onesti, l’idea di doversi appuntare ogni singolo spuntino, giorno dopo giorno, è davvero noiosa. Eppure, secondo i nutrizionisti, compilare un diario alimentare è l’unica strategia vincente per evitare la sovralimentazione e tenere sotto controllo sostanze nutritive come sale, grassi e vitamine. Tuttavia nel prossimo futuro la tecnica potrebbe venire in soccorso del girovita, monitorando la nostra alimentazione tramite l’applicazione di un adesivo su un nostro dente. Difatti i ricercatori della Tufts University hanno sviluppato un sensore dentale in grado di tracciare glucosio, sale e alcol e in grado di trasmettere in modalità wireless le informazioni a un dispositivo remoto.

 

Il sensore flessibile e minuscolo (misura appena 2x2 millimetri) è capace di attaccarsi alla superficie estremamente irregolare del dente e ha tre strati: due anelli d'oro esterni e uno strato interno di un materiale bioresponsivo, sensibile al glucosio, al sale e all'alcol – anche se i ricercatori sperano di poter implementare con una gamma molto più ampia di sostanze chimiche e sostanze nutritive. Queste sostanze influenzano le proprietà elettriche del materiale, facendo in modo che trasmetta un diverso spettro di onde a radiofrequenza. Il compito dei tre strati è proprio quello di azionarsi come delle antenne, trasmettendo le informazioni a dispositivi mobili, come telefoni o tablet.

 

Ad onor del vero, gli scienziati hanno già sviluppato dispositivi indossabili per monitorare l'assunzione di cibo; la maggior parte di questi era sotto forma di paradenti. Dei ricercatori giapponesi hanno progettato un dispositivo per monitorare l'acido urico, mentre un team di studiosi americani-brasiliani ne ha creato un altro per monitorare il glucosio; entrambi contenevano biosensori e moduli di comunicazione wireless. Ma ovviamente era necessario indossare tutta la giornata il dispositivo, e ciò ne ha compromesso l’utilizzo commerciale per via della scomodità.

 

Le applicazioni di questo nuovo sensore dentale sarebbero molteplici e si rivelerebbero davvero utili. I diabetici potrebbero – teoricamente – utilizzarlo per monitorare l'assunzione di zucchero e trasmettere le informazioni direttamente al proprio medico; ma si rivelerebbe utile anche per qualsiasi paziente con dei precisi valori da tenere sotto controllo, limitando il sale a chi soffre di pressione alta o evitando il glutine per chi soffre di celiachia. Inoltre il dispositivo potrebbe anche, potenzialmente, rilevare stati fisiologici – come i cambiamenti nell’acidità della saliva – in grado di segnalare lo sviluppo di malattie gengivali o eventuali disturbi digestivi, permettendoci di prevenire il peggioramento dello stato di salute generale.

 

Ma è ancora presto per esultare. Ben Almquist, professore di bioingegneria presso l'Imperial College di Londra, afferma che “ci sono ostacoli da superare” prima che questa tecnologia sia utilizzabile su larga scala: “Ad esempio i sensori dovranno essere abbastanza robusti da resistere all'abrasione durante la masticazione ed inoltre, visto che gli alimenti sono miscele composte anche da sali, zuccheri e proteine, la loro misurazione reale dipende anche dalla qualità della masticazione prima di ingoiare ciascun boccone”. E anche il fattore estetico deve essere preso in considerazione: per qualcuno sarà antiestetico mentre per altri, forse, potrebbe essere un segno distintivo, un punto a favore che aiuta la popolarità e la salute generale. Vedremo cosa accadrà.