di Gianmaria Raimo

Una volta c'erano gli schermi: lì succedevano le cose, e qui c'era lo strumento (tastiera, joystick...) per controllarle. Poi sono arrivati i touchscreen, ed è stato un bel cambio di paradigma: le cose e il controllo sono nello stesso luogo, l'interazione è quasi fisica. Ma niente in confronto al cambio di paradigma che comporterà questa nuova tecnologia, se verrà sviluppata: lo spray conducente, che trasforma tutto quello su cui viene spruzzato in un touchpad.

Che gli spray possano avere degli effetti elettromagnetici si sapeva: spesso vengono usati per ridurre le interferenze. Ma quello che i ricercatori della Carnegie Mellon university stanno cercando di fare con Electrick (crasi di electro e trick, trucco), è molto di più. Naturalmente ci devono essere degli elettrodi attaccati ai bordi dell'oggetto da spruzzare. Con lo spray, si crea un campo; questo campo viene disturbato da qualsiasi oggetto vi passi sopra, e il disturbo deve essere interpretato e decodificato da un computer, per venire convertito in comandi sensati.

Le applicazioni sono potenzialmente infinite: dagli usi pratici (lo sterzo dell'auto interattivo per evitare movimenti pericolosi) a quelli medici, per non trascurare quelli artistici; una chitarra controllata dal solo sfiorare le dita, o un intero muro reso interattivo e messo nelle mani di un performer o di un artista concettuale, che risultati meravigliosi potrebbero regalarci?

Le difficoltà ci sono, e il modello non è ancora commercializzabile: la precisione delle risposte è buona, ma dubbi si hanno sulle superfici (quelle porose non hanno la sensibilità desiderata) e sulla durata dello spray (se l'effetto svanisce preso, è frustrante più che utile). Ma non disperiamo, e attendiamo con ansia un futuro in cui le bombolette di writers e graffitari saranno sostituite da Electrick. Banksy 4.0, se ci sei batti un colpo. Anzi, uno spruzzo.