A luglio del 2016 sono stati ritrovati 500 grandi micro meteoriti sui tetti delle aree urbane europee, grazie al lavoro di un appassionato ‘cercatore d’oro stellare’, Jon Larsen, che li ha raccolti in un libro dal titolo meraviglioso, In search of stardust: amazing micrometeorites and their terrestrial imposters  (in uscita il 1 agosto del 2017), e poi li ha fatti analizzare dagli studiosi dell’Imperial College di Londra: si stima che siano caduti negli ultimi sei anni. Un micro-meteorite è un pulviscolo di roccia proveniente dallo spazio, che non supera i millimetri di diametro, e giunge sulla terra solo dopo aver superato l’atmosfera, resistendole senza vaporizzarsi. Per capire meglio di cosa si sta parlando, basti spiegare che quando un meteorite entra a contatto con un pianeta si surriscalda e diventa gas ionizzato, capace dunque di emettere la traccia luminosa che prende il nome di stella cadente.

I micro-meteoriti arrivati a terra negli ultimi sei anni sono stati classificati per componenti chimici e secondo gli scienziati sono la prova di quanto le polveri cosmiche siano mutate dal Quaternario in avanti.

Per i meno esperti, abitanti delle città, rimane la bellissima suggestione lanciata da Jon Larsen: il trovarsi fra le dita (anche solo una volta) qualcosa di alieno, impensabile, lontanissimo – autentica, magnifica, magica polvere di stelle.